Fabrizio Di Patti – Dottore Commercialista

Bilancio 2025: entro quando va approvato dai soci nel 2026 e quali scadenze non perdere

Per le società che hanno chiuso l’esercizio al 31 dicembre 2025, la domanda che conta davvero non è soltanto “entro quando approvare il bilancio”, ma anche come coordinare approvazione, deposito e adempimenti collegati senza errori formali. Nel 2026 il riferimento operativo resta quello ordinario previsto dal Codice civile e richiamato dalle istruzioni camerali: approvazione entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio, con possibilità di arrivare a 180 giorni solo nei casi ammessi. Per chi lavora su bilanci, verbali e pratiche Registro Imprese, la differenza tra una gestione corretta e una tardiva si gioca tutta su queste date.

1. La regola generale: il bilancio 2025 va approvato entro 120 giorni

Per le società di capitali con esercizio coincidente con l’anno solare, il bilancio 2025 deve essere approvato dai soci entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio. Tradotto in calendario, il termine ordinario cade il 30 aprile 2026. Le fonti camerali lo richiamano in modo lineare sia per le Spa sia, per effetto del richiamo civilistico, per le Srl: il procedimento ordinario parte quindi da questo primo spartiacque, che resta il riferimento naturale per la maggior parte delle società.

2. Quando si può usare il termine lungo di 180 giorni

Il termine più ampio non è automatico e non può essere usato come semplice scelta organizzativa. Le indicazioni camerali richiamano l’impianto civilistico secondo cui l’approvazione può slittare fino a 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio solo se lo statuto lo consente e in presenza delle condizioni previste, cioè obbligo di redazione del bilancio consolidato oppure particolari esigenze relative alla struttura e all’oggetto della società. Questo significa che il maggior termine va trattato come una facoltà eccezionale, non come la nuova normalità.

3. Le date pratiche del 2026 da tenere sotto controllo

Per i bilanci chiusi al 31 dicembre 2025, il calendario operativo è molto chiaro. Con il termine ordinario, l’approvazione va fatta entro il 30 aprile 2026. Se ricorrono i presupposti per il termine lungo, la finestra si estende fino al 29 giugno 2026, cioè il centottantesimo giorno dalla chiusura dell’esercizio. Per gli esercizi non coincidenti con l’anno solare, la logica non cambia: non si usano queste due date fisse, ma si conteggiano 120 oppure 180 giorni a partire dalla concreta data di chiusura dell’esercizio.

4. Dopo l’approvazione parte il secondo termine: 30 giorni per il deposito

Una volta approvato il bilancio, la pratica non è chiusa: da quel momento decorrono i 30 giorni per il deposito al Registro delle Imprese. Le istruzioni di Registro Imprese e delle Camere di commercio precisano che il termine si calcola dalla data del verbale di approvazione e che, se la scadenza cade di sabato o in un giorno festivo, il deposito resta tempestivo se eseguito il primo giorno lavorativo successivo. È un dettaglio solo in apparenza formale, ma nella pratica fa la differenza tra deposito regolare e deposito sanzionabile.

5. Il vero punto critico non è il bilancio, ma la coerenza di tutto il procedimento

Nella gestione concreta, il termine di approvazione va letto insieme alla correttezza documentale. Il manuale operativo camerale ricorda che il verbale di approvazione deve essere coerente con la data indicata nella pratica e che il deposito oggi passa per strumenti telematici come DIRE o altri software compatibili. In più, il bilancio va predisposto nel formato richiesto dalla tassonomia vigente, mentre gli allegati seguono regole tecniche autonome. In altre parole, approvare in tempo non basta: serve arrivare al deposito con una pratica formalmente impeccabile.

6. Attenzione agli adempimenti che si agganciano all’approvazione del bilancio

Per alcune società l’approvazione del bilancio non esaurisce gli obblighi annuali. Un caso molto concreto è quello di start-up e PMI innovative: il portale Registro Imprese ricorda che il mantenimento dei requisiti va comunicato entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio e comunque entro 6 mesi dalla chiusura dell’esercizio, termine che sale a 7 mesi se la società utilizza legittimamente la finestra dei 180 giorni. Questo significa che, in presenza di un bilancio approvato tardi, si restringe immediatamente anche la finestra utile per l’aggiornamento annuale nella sezione speciale.

7. Gli errori più frequenti da evitare e il peso del ritardo

Gli errori tipici sono sempre gli stessi: considerare i 180 giorni come una facoltà libera, calcolare il deposito dalla chiusura dell’esercizio invece che dal verbale, trascurare il fatto che il sabato vale come giorno festivo, oppure inviare una pratica con date non allineate. Se poi il deposito slitta oltre i termini, entrano in gioco le sanzioni. Le indicazioni camerali riportano, per il bilancio depositato entro 30 giorni di ritardo, una sanzione di 91,56 euro per ciascun soggetto obbligato, che sale a 274,66 euro oltre i 30 giorni di ritardo. È il motivo per cui il bilancio va gestito come un procedimento completo e non come un singolo adempimento isolato.

8. Quattro esempi pratici e numerici per capire subito come muoversi

Primo esempio. Una Srl approva il bilancio 2025 il 30 aprile 2026. Il deposito deve avvenire entro 30 giorni, quindi il termine naturale sarebbe il 30 maggio 2026; poiché però cade di sabato, il deposito resta tempestivo se effettuato il 1° giugno 2026.

Secondo esempio. Una Spa rientra nei casi che consentono il termine lungo e approva il bilancio il 29 giugno 2026. In questo caso il deposito al Registro Imprese dovrà essere effettuato entro il 29 luglio 2026. Il differimento allunga la fase assembleare, ma non modifica il termine successivo di 30 giorni per il deposito.

Terzo esempio. Una start-up innovativa approva il bilancio il 29 giugno 2026 usando correttamente il termine lungo. L’aggiornamento annuale per il mantenimento dei requisiti dovrà essere presentato entro 30 giorni dall’approvazione, quindi entro il 29 luglio 2026; il termine dei 7 mesi dalla chiusura dell’esercizio arriverebbe al 31 luglio 2026, ma in questo caso prevale comunque la scadenza più vicina dei 30 giorni dall’approvazione.

Quarto esempio. Una società approva il bilancio il 30 aprile 2026, ma deposita la pratica il 20 giugno 2026. Il ritardo è inferiore a 30 giorni rispetto alla scadenza utile del 1° giugno 2026, quindi, sulla base delle indicazioni camerali, la sanzione è pari a 91,56 euro per ciascun obbligato. Se invece il deposito avvenisse, per esempio, il 10 luglio 2026, il ritardo supererebbe i 30 giorni e la sanzione salirebbe a 274,66 euro per ciascun obbligato.

Conclusioni

Il bilancio 2025 da approvare nel 2026 segue una scansione molto chiara: 30 aprile 2026 come termine ordinario, 29 giugno 2026 solo nei casi che giustificano il differimento, e poi 30 giorni dal verbale di approvazione per il deposito. Il punto davvero decisivo, però, è un altro: la scadenza non va mai letta da sola. Va coordinata con statuto, motivazioni del termine lungo, correttezza del verbale, strumenti telematici di invio e adempimenti collegati. Quando questi tasselli sono allineati, il procedimento è lineare. Quando invece si sottovaluta anche uno solo di questi passaggi, il rischio non è soltanto il ritardo, ma una catena di errori che incide su deposito, pubblicità legale e sanzioni.

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