Il modello 730/2026 porta al debutto operativo una delle novità fiscali più rilevanti per i contribuenti con redditi medio-alti: il riordino delle detrazioni previsto dal nuovo articolo 16-ter del TUIR. La regola riguarda i redditi 2025 e incide direttamente sulla dichiarazione presentata nel 2026, introducendo un limite massimo agli oneri detraibili per chi supera i 75.000 euro di reddito complessivo. Il cambiamento non elimina le detrazioni, ma impone un nuovo metodo di calcolo, basato su reddito e composizione familiare.
1. La novità principale: il limite complessivo alle detrazioni
Dal 2025, per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro, le spese detraibili non rilevano più senza un tetto generale. Il nuovo meccanismo prevede un importo massimo di spese ammesse, da calcolare applicando un coefficiente familiare a un importo base. La novità entra concretamente nel modello 730/2026, approvato dall’Agenzia delle Entrate con provvedimento del 27 febbraio 2026.
2. Le due fasce di reddito: 75.000 e 100.000 euro
Il nuovo limite si applica solo oltre i 75.000 euro di reddito complessivo. L’importo base è pari a 14.000 euro se il reddito è superiore a 75.000 euro ma non oltre 100.000 euro; scende invece a 8.000 euro se il reddito supera 100.000 euro. Su questo importo va poi applicato il coefficiente legato ai figli fiscalmente a carico.
3. Il ruolo dei figli a carico nel nuovo calcolo
Il coefficiente familiare è pari a 0,50 senza figli a carico, 0,70 con un figlio, 0,85 con due figli e 1,00 con più di due figli o almeno un figlio con disabilità accertata. Il sistema, quindi, non opera come un taglio uguale per tutti: a parità di reddito, il limite cresce in presenza di figli a carico. È un’impostazione che riduce progressivamente il beneficio fiscale per i redditi più elevati, ma preserva maggiormente i nuclei familiari più numerosi.
4. Quali spese entrano nel nuovo limite
Nel nuovo tetto rientrano gli oneri e le spese detraibili considerati dall’articolo 16-ter del TUIR. Il punto operativo è fondamentale: non basta più sommare tutte le spese e applicare le singole percentuali di detrazione, ma occorre prima verificare se il contribuente supera la soglia di reddito e poi calcolare il massimale complessivo. Questo impone una lettura più attenta del quadro E del modello 730/2026.
5. Le spese escluse dal nuovo tetto
Non tutte le detrazioni vengono assorbite dal nuovo limite. Restano escluse, tra le principali, le spese sanitarie, le somme investite in start-up e PMI innovative, gli interessi passivi sui mutui contratti fino al 31 dicembre 2024, i premi assicurativi relativi a contratti stipulati fino al 31 dicembre 2024 e le rate di spese edilizie sostenute fino al 31 dicembre 2024. Questa distinzione è decisiva perché può cambiare in modo rilevante il risultato finale della dichiarazione.
6. Perché il 730/2026 richiede una selezione più ragionata delle spese
Il nuovo meccanismo rende più importante la qualità delle spese inserite in dichiarazione. Se le spese soggette al limite superano il plafond disponibile, occorre valutare con attenzione quali oneri generano il maggiore vantaggio fiscale. Una spesa con detrazione al 50% o al 65%, per esempio, pesa diversamente rispetto a una spesa detraibile al 19%. Per questo il 730/2026 non è solo una dichiarazione da compilare, ma un documento da costruire con ordine e strategia.
7. Guida operativa per imprese, professionisti e contribuenti
Il controllo dovrebbe seguire una sequenza precisa: prima si determina il reddito complessivo 2025; poi si verifica se supera 75.000 euro; quindi si individua il numero di figli fiscalmente a carico; successivamente si separano le spese escluse dal plafond da quelle soggette al nuovo limite; infine si valuta l’effetto fiscale delle singole detrazioni. Per i professionisti che assistono clienti e lavoratori, questo significa riorganizzare la raccolta documentale, evitando di trattare tutte le spese nello stesso modo.
8. Quattro esempi pratici e numerici
Primo esempio: reddito di 82.000 euro senza figli.
Il contribuente ha reddito complessivo superiore a 75.000 euro ma non oltre 100.000 euro. L’importo base è 14.000 euro. Senza figli, il coefficiente è 0,50. Il limite massimo di spese detraibili è quindi 14.000 × 0,50 = 7.000 euro. Se le spese soggette al limite sono 10.000 euro, solo 7.000 euro entrano nel calcolo.
Secondo esempio: reddito di 95.000 euro con due figli.
L’importo base resta 14.000 euro. Con due figli il coefficiente è 0,85. Il limite diventa 14.000 × 0,85 = 11.900 euro. Se il contribuente ha 12.800 euro di spese soggette al tetto, 900 euro restano fuori dal calcolo.
Terzo esempio: reddito di 120.000 euro con un figlio.
Oltre 100.000 euro, l’importo base scende a 8.000 euro. Con un figlio il coefficiente è 0,70. Il limite massimo è quindi 8.000 × 0,70 = 5.600 euro. Se le spese soggette al limite sono 7.000 euro, la parte eccedente pari a 1.400 euro non produce beneficio.
Quarto esempio: reddito di 110.000 euro con tre figli e spese sanitarie.
L’importo base è 8.000 euro. Con più di due figli il coefficiente è 1,00, quindi il plafond è 8.000 euro. Se il contribuente sostiene 8.500 euro di spese ordinarie soggette al limite e 3.000 euro di spese sanitarie, il tetto si applica solo alle spese ordinarie. Le spese sanitarie restano fuori dal plafond e seguono la disciplina ordinaria.
Conclusioni
Il 730/2026 cambia il modo di leggere le detrazioni fiscali per i contribuenti con redditi superiori a 75.000 euro. La vera novità non è la scomparsa degli sconti fiscali, ma l’introduzione di un tetto complessivo che obbliga a distinguere tra spese incluse, spese escluse, reddito complessivo e situazione familiare. Per imprese, professionisti e contribuenti, la gestione corretta passa da un controllo preventivo: raccogliere i documenti non basta più, occorre classificarli bene e capire quali producono davvero beneficio fiscale.