Nel modello Redditi PF 2026 i contribuenti in regime forfettario devono prestare particolare attenzione al quadro RS. È un prospetto spesso sottovalutato perché il regime forfettario è percepito come “semplice”: niente IVA ordinaria, niente ritenute subite nella maggior parte dei casi, niente contabilità analitica obbligatoria. Tuttavia, proprio per compensare questa semplificazione, la normativa richiede l’indicazione di alcuni dati informativi che permettono all’Amministrazione finanziaria di monitorare l’attività svolta. Il quadro RS, quindi, non determina direttamente il reddito imponibile come il quadro LM, ma resta un adempimento dichiarativo obbligatorio e da compilare con precisione.
1. Quadro LM e quadro RS: due funzioni diverse
Il primo errore da evitare è confondere quadro LM e quadro RS. Il quadro LM serve a determinare il reddito del contribuente forfettario, applicando il coefficiente di redditività ai ricavi o compensi e calcolando l’imposta sostitutiva. Il quadro RS, invece, raccoglie informazioni aggiuntive sull’attività: compensi corrisposti senza ritenuta, dati relativi all’organizzazione dell’impresa o, per i lavoratori autonomi, alcune spese sostenute. In pratica, il quadro LM calcola l’imposta; il quadro RS racconta alcuni elementi dell’attività.
2. Chi deve compilare il quadro RS
Il prospetto del quadro RS deve essere compilato dai contribuenti che applicano il regime forfettario previsto dall’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014. Le istruzioni del modello Redditi PF 2026, aggiornate dall’Agenzia delle Entrate al 13 maggio 2026, confermano l’obbligo di fornire gli elementi informativi richiesti dai commi 69 e 73 della stessa legge. L’obbligo riguarda sia chi esercita attività d’impresa sia chi svolge arti o professioni in forma individuale.
3. Righi RS371-RS373: compensi corrisposti senza ritenuta
Il primo blocco da controllare riguarda i righi RS371, RS372 e RS373. Qui il contribuente forfettario deve indicare i redditi erogati a soggetti per i quali, al momento del pagamento, non è stata operata la ritenuta d’acconto prevista dal Titolo III del DPR n. 600/1973. Per ciascun percettore vanno indicati il codice fiscale e l’ammontare corrisposto. Se i percettori sono più di uno, occorre compilare un rigo distinto per ciascun soggetto.
4. Perché il forfettario deve indicare compensi pagati ad altri professionisti
Il contribuente forfettario, di regola, non opera come sostituto d’imposta per le ritenute sui compensi professionali corrisposti. Proprio per questo, il quadro RS serve a comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati dei soggetti pagati senza ritenuta. È il caso, ad esempio, del forfettario che paga il commercialista, un consulente, un tecnico, un grafico o un collaboratore autonomo. La mancata indicazione non incide sul calcolo del reddito forfettario, ma costituisce comunque una violazione dichiarativa.
5. Imprese forfettarie: i dati da indicare nei righi RS375-RS378
Per i contribuenti forfettari che esercitano attività d’impresa, il quadro RS richiede informazioni ulteriori. Nei righi RS375-RS378 vanno indicati, tra gli altri, il numero complessivo di mezzi di trasporto o veicoli posseduti o detenuti per l’attività, il costo sostenuto per materie prime, merci, semilavorati e lavorazioni di terzi, i costi per godimento di beni di terzi, come canoni di locazione, leasing, noleggio, affitto d’azienda e royalties, nonché le spese per carburante per autotrazione. Sono dati informativi, ma vanno ricostruiti con criterio anche in assenza di contabilità ordinaria.
6. Lavoratori autonomi forfettari: il rigo RS381
Per chi esercita attività di lavoro autonomo in regime forfettario, il dato più rilevante è il rigo RS381. In questo rigo vanno indicati i consumi relativi a servizi telefonici, energia elettrica, carburanti, lubrificanti e simili utilizzati esclusivamente per la trazione di autoveicoli. Anche in questo caso non si tratta di costi deducibili analiticamente dal reddito forfettario, ma di informazioni richieste a fini conoscitivi. Il professionista deve quindi conservare documentazione e prospetti di riepilogo, anche se il regime non impone una contabilità ordinaria.
7. Sanzioni e ravvedimento: perché il quadro RS non va lasciato vuoto
La mancata o incompleta compilazione del quadro RS può integrare una violazione formale. Le sanzioni amministrative, secondo l’articolo 8, comma 1, del D.Lgs. n. 471/1997, vanno da 250 a 2.000 euro. Negli anni scorsi l’Agenzia delle Entrate ha già inviato lettere di compliance per l’integrazione o correzione dei dati del quadro RS; la deroga che aveva consentito la regolarizzazione senza sanzioni per alcuni periodi pregressi è cessata, e oggi tornano applicabili le regole ordinarie, ferma restando la possibilità di ravvedimento operoso.
8. Quattro esempi pratici e numerici
Primo esempio: professionista forfettario che paga il commercialista.
Un consulente in regime forfettario paga nel 2025 il proprio commercialista per 1.200 euro senza operare ritenuta. Nel quadro RS deve indicare il codice fiscale del professionista nel rigo RS371 e l’importo di 1.200 euro nella colonna dedicata all’ammontare corrisposto. L’importo non riduce il reddito forfettario, ma deve essere comunicato.
Secondo esempio: forfettario con più consulenti pagati.
Un grafico forfettario paga nel 2025 tre autonomi: 900 euro a un fiscalista, 700 euro a un consulente marketing e 500 euro a un tecnico informatico. Dovrà compilare tre righi distinti tra RS371, RS372 e RS373, indicando per ciascun percettore codice fiscale e compenso. Il totale informativo è 2.100 euro, ma non va sommato in un unico rigo se i percettori sono diversi.
Terzo esempio: impresa forfettaria con veicolo, merci e affitto.
Un commerciante forfettario possiede un furgone utilizzato per l’attività, acquista merci per 18.000 euro, sostiene canoni di locazione del negozio per 9.600 euro e carburante per 2.400 euro. Nel quadro RS indicherà: 1 veicolo nel rigo RS375, 18.000 euro nel rigo RS376, 9.600 euro nel rigo RS377 e 2.400 euro nel rigo RS378.
Quarto esempio: professionista forfettario con consumi da indicare.
Un architetto forfettario sostiene nel 2025 spese per telefono pari a 720 euro, energia elettrica dello studio pari a 1.100 euro e carburante dell’auto usata esclusivamente per l’attività pari a 1.800 euro. Nel rigo RS381 dovrà indicare consumi complessivi pari a 3.620 euro. Anche qui il dato è informativo e non modifica il reddito determinato nel quadro LM.
Conclusioni
Il quadro RS dei forfettari nel modello Redditi PF 2026 è un adempimento apparentemente secondario, ma nella pratica molto importante. Il regime forfettario resta semplificato, ma non elimina tutti gli obblighi informativi: compensi pagati senza ritenuta, dati dell’attività d’impresa e consumi dei lavoratori autonomi devono essere ricostruiti e indicati correttamente. La regola operativa è semplice: il quadro LM serve a calcolare l’imposta, il quadro RS serve a completare il profilo informativo del contribuente. Lasciarlo vuoto senza aver verificato i dati può esporre a sanzioni e comunicazioni di compliance. Meglio predisporre un prospetto riepilogativo già durante l’anno, così da arrivare alla dichiarazione con importi chiari, documentati e coerenti.