Il Concordato preventivo biennale entra in una nuova fase. Il Consiglio dei ministri del 4 agosto 2026 ha approvato in via definitiva il decreto correttivo della riforma fiscale, introducendo un nuovo ravvedimento speciale destinato, secondo il testo annunciato, ai contribuenti che avevano aderito al CPB 2024-2025 e scelgono di rinnovare l’accordo per il biennio 2026-2027.
La nuova misura non sarebbe quindi una sanatoria generalizzata per tutti i soggetti ISA. Il beneficio verrebbe riservato ai contribuenti “fedeli” al concordato: chi non rinnova il CPB resterebbe escluso dalla regolarizzazione delle annualità pregresse.
Il perimetro annunciato riguarda i periodi d’imposta dal 2020 al 2023. La regolarizzazione avverrebbe mediante il versamento di un’imposta sostitutiva calcolata su una base imponibile determinata in funzione dell’affidabilità fiscale risultante dagli ISA. A un punteggio più elevato dovrebbe corrispondere un costo più contenuto.
Alla data del presente articolo, il decreto risulta approvato definitivamente dal Governo ma il testo non è ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Le regole operative, le date di adesione, i codici tributo e le modalità di versamento dovranno pertanto essere confermati dal provvedimento pubblicato e dai successivi documenti dell’Agenzia delle Entrate.
1. Che cos’è il CPB 2026-2027 e chi può aderire
Il Concordato preventivo biennale consente ai contribuenti che applicano gli ISA di concordare preventivamente con l’Agenzia delle Entrate il reddito d’impresa o di lavoro autonomo e, ove applicabile, il valore della produzione netta IRAP relativi a due periodi d’imposta.
L’adesione è volontaria. Durante il biennio il contribuente continua a determinare contabilmente il proprio risultato effettivo, ma le imposte dirette vengono calcolate sul reddito concordato, salvo le componenti che la normativa impone di considerare separatamente e le ipotesi di cessazione o decadenza.
Il CPB non determina un blocco totale dei controlli fiscali e non comprende automaticamente l’IVA, le ritenute, i contributi previdenziali o ogni altra imposta. La proposta deve essere valutata considerando:
- reddito concordato per il 2026 e il 2027;
- redditività realisticamente attesa;
- andamento dei ricavi e dei costi;
- eventuali operazioni straordinarie;
- cause di esclusione, cessazione e decadenza;
- carico contributivo;
- benefici premiali;
- costo dell’eventuale ravvedimento speciale.
Possono accedere al CPB i soggetti ISA che rispettano i requisiti stabiliti dal D.Lgs. n. 13/2024, compresa la verifica dei debiti tributari e contributivi rilevanti. Il modello ufficiale dell’Agenzia delle Entrate è destinato alla formulazione e all’accettazione della proposta per i periodi d’imposta 2026 e 2027.
2. Il nuovo ravvedimento speciale: riservato a chi rinnova il concordato
La principale novità annunciata riguarda la platea dei beneficiari. Il nuovo ravvedimento speciale dovrebbe essere utilizzabile soltanto dai soggetti che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:
- hanno aderito al CPB per il biennio 2024-2025;
- aderiscono anche al nuovo CPB 2026-2027.
Resterebbero quindi esclusi:
- i contribuenti che non avevano aderito al primo biennio;
- i soggetti che avevano aderito per il 2024-2025 ma decidono di non rinnovare;
- i contribuenti non soggetti agli ISA;
- i soggetti che non rispettano le ulteriori condizioni che saranno stabilite dal decreto definitivo.
La scelta legislativa collega il beneficio sul passato alla conferma dell’accordo fiscale sul futuro. Il contribuente che rinnova potrebbe così definire in forma agevolata le annualità 2020, 2021, 2022 e 2023, riducendo l’esposizione ai controlli ordinari su quei periodi.
Il precedente ravvedimento collegato al CPB riguardava annualità diverse e una platea individuata dalla disciplina allora vigente. La nuova misura costituisce quindi un intervento autonomo: non si può presumere che domande, versamenti o opzioni già effettuati producano automaticamente effetti anche sul nuovo ravvedimento.
3. Come dovrebbe essere calcolata l’imposta sostitutiva
Secondo il testo approvato e le informazioni diffuse dopo il Consiglio dei ministri, il costo della regolarizzazione dovrebbe dipendere dal punteggio ISA posseduto in ciascuna annualità.
Le aliquote annunciate sono:
| Punteggio ISA | Aliquota sostitutiva |
|---|---|
| Pari o superiore a 8 | 10% |
| Pari o superiore a 6 ma inferiore a 8 | 12% |
| Inferiore a 6 | 15% |
L’imposta non dovrebbe essere applicata direttamente all’intero reddito dichiarato, ma a una base imponibile aggiuntiva determinata secondo i criteri che saranno indicati dalla norma. Per ogni anno occorrerà quindi ricostruire:
- reddito già dichiarato;
- punteggio ISA;
- maggiorazione imponibile prevista;
- aliquota sostitutiva applicabile;
- eventuale imposta minima;
- riduzioni specifiche;
- importi già versati in relazione ad altre definizioni.
Per gli anni 2020 e 2021, interessati dagli effetti economici dell’emergenza sanitaria, l’imposta risultante dal calcolo dovrebbe essere ridotta del 30%. Sarebbe inoltre previsto un importo minimo complessivo di 1.000 euro per annualità, riferito alle imposte sui redditi e alle relative addizionali.
Il calcolo dovrà essere effettuato separatamente per ogni periodo d’imposta. Non sarà quindi corretto utilizzare il punteggio ISA medio del quadriennio o compensare liberamente il maggiore importo di un anno con il minore importo di un altro.
4. Gli ulteriori vantaggi annunciati per chi rinnova
Il nuovo ravvedimento non sarebbe l’unico elemento premiale collegato al rinnovo del CPB.
Il decreto approvato prevede, secondo le anticipazioni disponibili:
- possibilità di rateizzare l’imposta del ravvedimento senza interessi;
- riduzione di due anni dei termini di accertamento;
- accesso prioritario ad alcune procedure di compensazione e rimborso;
- possibilità di correggere mediante dichiarazione integrativa i dati che hanno determinato la proposta concordataria.
La possibilità di presentare un’integrativa assume particolare rilievo quando la proposta sia stata costruita sulla base di dati inesatti. La correzione potrebbe determinare un nuovo calcolo del reddito concordato o del valore della produzione netta IRAP.
La riduzione dei termini di accertamento non deve essere interpretata come un’esclusione assoluta dai controlli. Il contribuente resta tenuto:
- alla corretta fatturazione;
- alla trasmissione dei corrispettivi;
- agli obblighi IVA;
- all’effettuazione e al versamento delle ritenute;
- alla corretta compilazione della dichiarazione;
- alla conservazione della documentazione;
- al rispetto delle condizioni del concordato.
Gli effetti premiali dovranno inoltre essere coordinati con eventuali violazioni che determinano la decadenza dal CPB. Prima di attribuire un valore economico alla riduzione dei termini è quindi necessario verificare quali annualità ne beneficiano, da quale momento decorre la riduzione e quali fattispecie restano escluse.
5. Convenienza: perché la sanatoria non rende automaticamente vantaggioso il rinnovo
La disponibilità del ravvedimento speciale può rendere più interessante il CPB, ma non deve sostituire la valutazione economica del biennio 2026-2027.
Il rinnovo è tendenzialmente più favorevole quando:
- il reddito effettivo previsto è superiore a quello concordato;
- l’attività presenta stabilità o crescita;
- il contribuente vuole ridurre il rischio sulle annualità 2020-2023;
- la regolarizzazione produce un costo inferiore al rischio di accertamento;
- la liquidità consente di sostenere imposte, contributi e rate;
- non sono previste operazioni che possano determinare la cessazione del concordato.
Può invece risultare meno conveniente quando:
- il reddito concordato è molto superiore a quello realisticamente atteso;
- l’attività sta subendo una contrazione strutturale;
- sono previste cessazioni, trasformazioni o modifiche rilevanti;
- il contribuente presenta perdite o marginalità molto ridotte;
- le annualità oggetto di ravvedimento sono già regolari e documentate;
- il costo della sanatoria supera il rischio fiscale concretamente esistente.
La valutazione deve essere svolta in due passaggi autonomi:
Primo passaggio: determinare la convenienza del CPB 2026-2027 senza considerare la sanatoria.
Secondo passaggio: aggiungere il valore economico del ravvedimento, della riduzione dei termini e degli altri benefici.
Un concordato economicamente sfavorevole non diventa necessariamente conveniente solo perché consente di definire il passato. Allo stesso modo, un contribuente con annualità pregresse esposte a contestazioni potrebbe attribuire alla sanatoria un valore molto più elevato rispetto a un soggetto con contabilità lineare e pienamente documentata.
6. Guida operativa: controlli da effettuare prima della decisione
Prima dell’adesione è opportuno predisporre un fascicolo CPB composto da dati fiscali, contabili e previsionali.
Verifica del primo biennio
Occorre accertare che il contribuente abbia validamente aderito al CPB 2024-2025 e che non si siano verificate cause di cessazione o decadenza tali da impedire l’accesso al beneficio riservato a chi rinnova.
Ricostruzione delle annualità 2020-2023
Per ciascun anno è necessario raccogliere:
- dichiarazione dei redditi;
- dichiarazione IRAP;
- modello ISA;
- punteggio ottenuto;
- ricavi o compensi;
- reddito dichiarato;
- eventuali integrative;
- atti di controllo ricevuti;
- ravvedimenti già effettuati;
- crediti e perdite utilizzati.
Simulazione del ravvedimento
Il calcolo dovrà distinguere ogni annualità, applicando l’aliquota collegata al relativo punteggio ISA e la riduzione del 30% per il 2020 e il 2021, quando spettante.
Previsione economica 2026-2027
Il budget dovrebbe includere:
- ricavi attesi;
- costi fissi e variabili;
- costo del personale;
- ammortamenti;
- interessi;
- compensi degli amministratori;
- investimenti;
- contributi previdenziali;
- reddito fiscale previsto.
Controllo delle cause ostative
Devono essere verificati debiti tributari, omissioni dichiarative, modifiche dell’attività, operazioni straordinarie e ogni altra circostanza rilevante ai fini dell’accesso o della permanenza nel concordato.
Attesa delle regole definitive
Prima di effettuare versamenti o assumere decisioni irrevocabili sarà necessario acquisire:
- testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale;
- decorrenza della disciplina;
- provvedimento dell’Agenzia delle Entrate;
- modello di opzione;
- scadenze;
- codici tributo;
- istruzioni sulla rateazione;
- chiarimenti sulla decadenza.
Fino alla pubblicazione ufficiale, i calcoli possono essere utilizzati esclusivamente come simulazioni preliminari.
7. Cinque esempi pratici e numerici
I calcoli seguenti applicano le percentuali annunciate al maggiore imponibile ipotizzato. Dovranno essere rivisti alla luce del testo pubblicato e delle istruzioni operative.
Esempio 1 – Punteggio ISA superiore a 8 per il 2022
Un professionista presenta per il 2022:
- punteggio ISA: 8,5;
- maggiore base imponibile rilevante per il ravvedimento: 30.000 euro.
L’aliquota sostitutiva annunciata è del 10%.
Imposta:
30.000 × 10% = 3.000 euro.
In assenza di ravvedimento, un eventuale recupero ordinario assoggetterebbe il maggiore reddito alle aliquote IRPEF progressive, alle addizionali e alle sanzioni applicabili.
Esempio 2 – Punteggio ISA pari a 7 per l’anno 2021
Un’impresa individuale presenta:
- punteggio ISA 2021: 7;
- maggiore base imponibile: 20.000 euro;
- aliquota sostitutiva: 12%.
Imposta teorica:
20.000 × 12% = 2.400 euro.
Riduzione del 30% prevista per il 2021:
2.400 × 30% = 720 euro.
Imposta dopo la riduzione:
2.400 – 720 = 1.680 euro.
Poiché il risultato supera il minimo di 1.000 euro, l’importo dovuto resta pari a 1.680 euro.
Esempio 3 – Punteggio ISA inferiore a 6 per il 2023
Una Srl presenta:
- punteggio ISA: 5,2;
- maggiore base imponibile: 40.000 euro;
- aliquota sostitutiva: 15%.
Imposta:
40.000 × 15% = 6.000 euro.
Il 2023 non beneficia della riduzione prevista per le annualità 2020 e 2021. L’importo teorico resta quindi 6.000 euro.
Esempio 4 – Applicazione dell’imposta minima
Un contribuente presenta per il 2020:
- punteggio ISA: 9;
- maggiore base imponibile: 8.000 euro;
- aliquota: 10%.
Imposta teorica:
8.000 × 10% = 800 euro.
Riduzione del 30%:
800 × 30% = 240 euro.
Importo dopo la riduzione:
800 – 240 = 560 euro.
Se viene confermata la soglia minima di 1.000 euro per annualità, il contribuente non versa 560 euro ma 1.000 euro.
Esempio 5 – Calcolo complessivo su quattro annualità
Un professionista presenta la seguente situazione:
| Anno | Punteggio ISA | Base imponibile | Aliquota | Riduzione | Imposta |
|---|---|---|---|---|---|
| 2020 | 8,2 | 25.000 € | 10% | 30% | 1.750 € |
| 2021 | 6,8 | 30.000 € | 12% | 30% | 2.520 € |
| 2022 | 7,5 | 35.000 € | 12% | — | 4.200 € |
| 2023 | 5,5 | 40.000 € | 15% | — | 6.000 € |
Calcoli:
2020: 25.000 × 10% = 2.500; riduzione 30% = 750; dovuto 1.750 euro.
2021: 30.000 × 12% = 3.600; riduzione 30% = 1.080; dovuto 2.520 euro.
2022: 35.000 × 12% = 4.200 euro.
2023: 40.000 × 15% = 6.000 euro.
Totale teorico del ravvedimento:
1.750 + 2.520 + 4.200 + 6.000 = 14.470 euro.
Se venisse confermata la rateazione senza interessi, un’ipotetica suddivisione in 12 rate determinerebbe:
14.470 ÷ 12 = 1.205,83 euro
per le prime undici rate e un conguaglio finale, secondo le modalità che saranno stabilite.
Conclusioni
Il nuovo ravvedimento speciale modifica in modo significativo la valutazione del CPB 2026-2027. Il contribuente non è più chiamato soltanto a scegliere se concordare il reddito futuro, ma deve considerare anche la possibilità di regolarizzare le annualità dal 2020 al 2023 con un’imposta sostitutiva collegata al proprio grado di affidabilità fiscale.
La misura annunciata premia la continuità: potranno utilizzarla i soggetti che avevano aderito al CPB 2024-2025 e rinnovano l’accordo per il biennio successivo. Chi interrompe il percorso rimarrebbe escluso dalla sanatoria.
La convenienza richiede però un’analisi distinta di tre componenti:
- imposte dovute sul reddito concordato 2026-2027;
- costo del ravvedimento per il 2020-2023;
- valore economico degli ulteriori benefici e dei rischi evitati.
L’aliquota sostitutiva annunciata varia dal 10% al 15% in funzione del punteggio ISA, con una riduzione del 30% per il 2020 e il 2021 e un minimo di 1.000 euro per annualità. Il calcolo definitivo non potrà tuttavia essere completato fino alla pubblicazione della norma e alla definizione della base imponibile da assoggettare all’imposta.
La decisione non dovrebbe essere fondata esclusivamente sulla possibilità di “chiudere” il passato. Occorre verificare che il reddito concordato sia sostenibile, che non sussistano cause ostative e che l’impresa possa rispettare gli obblighi del nuovo biennio.
Stato dell’aggiornamento: il decreto correttivo è stato approvato definitivamente dal Consiglio dei ministri il 4 agosto 2026, ma alla data del 5 agosto il testo ufficiale non risulta ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Le disposizioni descritte devono quindi essere considerate definitive sul piano politico, ma non ancora pienamente operative.