Fabrizio Di Patti – Dottore Commercialista

Modello 730/2026: familiari a carico e spese universitarie non statali, cosa cambia e come calcolare le detrazioni

Il modello 730/2026 richiede particolare attenzione su due aree che incidono spesso sul risultato finale della dichiarazione: familiari a carico e spese universitarie non statali. Le novità sui familiari derivano dal riordino delle detrazioni applicabile ai redditi 2025, mentre per le università private occorre rispettare i limiti fissati annualmente per area disciplinare e zona geografica. Il punto operativo è chiaro: non basta avere un familiare fiscalmente a carico o aver pagato una retta universitaria; bisogna verificare età, reddito, convivenza, tipologia di familiare, tracciabilità del pagamento e tetto massimo detraibile.

1. Familiari a carico: la prima verifica è il limite di reddito

Un familiare è fiscalmente a carico se possiede un reddito complessivo annuo non superiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili. Per i figli di età non superiore a 24 anni, il limite sale a 4.000 euro. Questa verifica resta il primo filtro: se il limite reddituale è superato, non spetta la detrazione per carichi di famiglia e, di conseguenza, occorre prestare attenzione anche alla corretta imputazione delle spese detraibili sostenute nell’interesse del familiare.

2. Figli a carico nel 730/2026: cambia il perimetro della detrazione

Dal 2025, nel 730/2026, la detrazione IRPEF per figli a carico spetta in modo più selettivo. Per i figli sotto i 21 anni opera il sistema dell’Assegno unico e universale, quindi non spetta la detrazione ordinaria per figli a carico. Per i figli di età superiore a 21 anni e inferiore a 30 anni, la detrazione resta possibile se sono rispettati i limiti reddituali. Per i figli di età pari o superiore a 30 anni la detrazione non spetta più, salvo il caso di disabilità accertata ai sensi della Legge n. 104/1992.

3. Altri familiari: spazio ridotto agli ascendenti conviventi

Un’altra novità importante riguarda gli “altri familiari”. Nel 730/2026 la detrazione viene limitata agli ascendenti conviventi, quindi genitori, nonni e bisnonni che convivono con il contribuente e rispettano il limite reddituale previsto. Restano quindi fuori molte situazioni che in passato potevano generare confusione, come altri parenti non ascendenti. Per imprese e professionisti che assistono lavoratori e clienti, questo significa controllare con precisione non solo il codice fiscale del familiare, ma anche il rapporto di parentela e la convivenza.

4. Prospetto familiari: perché va compilato anche quando non spetta la detrazione

Il prospetto dei familiari a carico non serve solo a calcolare la detrazione. Le istruzioni della precompilata ricordano che i dati dei figli minori di 21 anni, dei figli di 30 anni o più e degli altri familiari a carico vanno comunque indicati nel prospetto, anche quando la detrazione non spetta, perché possono rilevare per altre agevolazioni, oneri, detrazioni o controlli collegati. È un passaggio spesso sottovalutato: omettere il familiare può creare incoerenze nella gestione di spese sanitarie, universitarie, assicurative o altri oneri riferiti a quel soggetto.

5. Spese universitarie non statali: detrazione del 19% ma con tetti massimi

Le spese universitarie danno diritto alla detrazione IRPEF del 19%. Per le università statali la detrazione segue l’importo pagato, nei limiti ordinari; per le università non statali, invece, la detrazione non si calcola sempre sull’intera retta, ma entro importi massimi stabiliti annualmente con decreto ministeriale. Per l’anno d’imposta 2025, da indicare nel 730/2026, l’Agenzia delle Entrate richiama il decreto ministeriale n. 1126 del 31 dicembre 2025.

6. I limiti 2026 per università non statali: area disciplinare e zona geografica

Per i corsi di laurea presso università non statali, i limiti massimi di spesa detraibile sono differenziati per area disciplinare e zona geografica. Le tabelle aggiornate indicano, ad esempio, per l’area medica un limite di 3.900 euro al Nord, 3.100 euro al Centro e 2.900 euro al Sud e Isole; per l’area sanitaria: 3.900, 2.900 e 2.700 euro; per l’area scientifico-tecnologica: 3.700, 2.900 e 2.600 euro; per l’area umanistico-sociale: 3.200, 2.800 e 2.500 euro. La detrazione del 19% si applica al minore tra spesa sostenuta e limite ministeriale.

7. Guida operativa: controlli da fare prima dell’invio del 730

Prima dell’invio del 730/2026 conviene seguire un metodo preciso. Per i familiari: verificare reddito complessivo, età del figlio, eventuale disabilità, convivenza degli ascendenti e corretta percentuale di detrazione tra i genitori. Per le spese universitarie: controllare intestazione della ricevuta, pagamento tracciabile, università statale o non statale, area disciplinare, sede dell’ateneo e limite massimo applicabile. Per le università telematiche non statali, l’area geografica va individuata con riferimento alla sede legale dell’ateneo, secondo i chiarimenti già richiamati dalla prassi.

8. Quattro esempi pratici e numerici

Primo esempio: figlio di 23 anni fiscalmente a carico.
Un figlio universitario di 23 anni ha percepito nel 2025 redditi per 3.600 euro. Poiché ha meno di 24 anni e il reddito non supera 4.000 euro, può essere considerato fiscalmente a carico. Se il genitore ha sostenuto spese universitarie detraibili per 2.500 euro, la detrazione potenziale è 475 euro.

Secondo esempio: figlio di 31 anni non disabile.
Un contribuente mantiene un figlio di 31 anni con reddito annuo pari a 2.000 euro. Anche se il limite reddituale ordinario è rispettato, la detrazione per figlio a carico non spetta perché il figlio ha compiuto 30 anni e non risulta disabile. Il familiare può comunque rilevare solo nei casi in cui le istruzioni richiedano l’indicazione nel prospetto per altri effetti dichiarativi.

Terzo esempio: università non statale area medica al Nord.
Uno studente frequenta un corso di area medica presso università non statale con sede al Nord. La retta pagata nel 2025 è 7.500 euro. Il limite massimo detraibile è 3.900 euro. La detrazione spettante è quindi 3.900 × 19% = 741 euro. La parte eccedente, pari a 3.600 euro, non produce detrazione.

Quarto esempio: università non statale area umanistico-sociale al Sud.
Una famiglia paga 3.200 euro per un corso umanistico-sociale presso università non statale con sede nel Sud. Il limite massimo è 2.500 euro. La detrazione è 2.500 × 19% = 475 euro. Se la spesa fosse stata di 2.000 euro, la detrazione sarebbe stata 380 euro, perché in quel caso la spesa sostenuta è inferiore al tetto ministeriale.

Conclusioni

Il 730/2026 rende ancora più importante il controllo preliminare sui familiari a carico e sulle spese universitarie. Le detrazioni per i figli sono oggi più selettive: niente detrazione sotto i 21 anni per effetto dell’Assegno unico, detrazione possibile tra 21 e 30 anni, esclusione oltre i 30 anni salvo disabilità. Anche gli altri familiari sono stati ridotti sostanzialmente agli ascendenti conviventi. Sul fronte università non statali, invece, la detrazione resta al 19%, ma solo entro i tetti ministeriali fissati per area e zona geografica. Una dichiarazione corretta nasce quindi da tre verifiche: chi è davvero a carico, quale spesa è stata sostenuta e quale limite massimo si applica.

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