Fabrizio Di Patti – Dottore Commercialista

Modello 770/2026: novità nei quadri ST e SX, crediti fiscali e controlli prima dell’invio

Il Modello 770/2026 rappresenta un adempimento fondamentale per i sostituti d’imposta, chiamati a comunicare all’Agenzia delle Entrate ritenute, versamenti, compensazioni e crediti riferiti al periodo d’imposta 2025.

Particolare attenzione deve essere riservata ai quadri ST e SX, interessati anche dalle informazioni relative al trattamento integrativo e alle misure introdotte dalla Legge di Bilancio 2025.

La dichiarazione non deve essere considerata una semplice trascrizione dei modelli F24: è necessario riconciliare dati contabili, certificazioni, cedolini e versamenti.

1. Il quadro ST: ritenute e versamenti

Il quadro ST accoglie i dati relativi alle ritenute operate e ai corrispondenti versamenti, secondo le istruzioni del modello.

Il sostituto deve verificare la corretta attribuzione degli importi al periodo di riferimento, la corrispondenza dei codici tributo e l’eventuale presenza di versamenti tardivi o ravvedimenti.

Le differenze tra ritenute operate e importi versati richiedono un’analisi specifica.

2. Il quadro SX: crediti e compensazioni

Il quadro SX è dedicato al riepilogo dei crediti e delle compensazioni rilevanti.

Occorre distinguere i crediti derivanti da precedenti dichiarazioni, quelli maturati nell’anno e gli importi effettivamente utilizzati.

Il saldo finale deve risultare coerente con la documentazione fiscale e con gli F24.

Un credito contabilmente esistente non può essere automaticamente riportato senza verificarne origine, utilizzo e spettanza.

3. Le novità collegate al 2025

Le istruzioni del Modello 770/2026 recepiscono anche gli effetti delle misure fiscali introdotte dalla Legge n. 207/2024.

Particolare attenzione riguarda la gestione delle somme riconosciute ai lavoratori dipendenti secondo le nuove disposizioni e i relativi recuperi o conguagli.

È quindi necessario confrontare il modello con i dati delle Certificazioni Uniche e con le risultanze del software paghe.

4. Come effettuare la riconciliazione

Il controllo dovrebbe partire dall’estrazione annuale delle ritenute per codice tributo e periodo.

Successivamente occorre confrontare gli importi con gli F24 trasmessi, individuando eventuali differenze.

Per ogni credito utilizzato devono essere disponibili il documento di origine, l’importo maturato, gli utilizzi e il residuo.

La procedura dovrebbe concludersi con un prospetto di quadratura sottoscritto o validato dal responsabile dell’adempimento.

5. Errori frequenti e verifiche preventive

Tra gli errori più frequenti rientrano l’indicazione di un periodo errato, la duplicazione dei versamenti, il mancato riporto di crediti e la confusione tra compensazioni interne ed esterne.

Anche i versamenti effettuati mediante ravvedimento richiedono una corretta rappresentazione.

Il controllo preventivo deve essere effettuato prima dell’invio telematico, non soltanto dopo un eventuale avviso di irregolarità.

6. Tre esempi pratici e numerici

Esempio 1 – Quadratura delle ritenute

Ritenute operate: € 48.500.

Versamenti F24: € 47.900.

Differenza:

€ 48.500 − € 47.900 = € 600.

La differenza deve essere ricostruita prima dell’invio, verificando eventuali compensazioni, versamenti differiti o omissioni.

Esempio 2 – Credito utilizzato parzialmente

Credito disponibile: € 7.800.

Compensazioni effettuate: € 5.300.

Residuo:

€ 7.800 − € 5.300 = € 2.500.

Il residuo deve essere verificato rispetto alle specifiche regole di compilazione del quadro SX.

Esempio 3 – Versamento tardivo

Ritenuta dovuta: € 2.400.

Ritenuta versata: € 2.000.

Importo residuo:

€ 2.400 − € 2.000 = € 400.

Se la differenza viene regolarizzata, occorre determinare separatamente sanzioni e interessi secondo la disciplina applicabile e rappresentare correttamente il pagamento nella dichiarazione.

Conclusioni

Il Modello 770/2026 richiede un’attenta riconciliazione tra contabilità, paghe, Certificazioni Uniche e versamenti.

I quadri ST e SX devono essere considerati due componenti di un unico sistema di controllo: il primo permette di ricostruire ritenute e pagamenti, il secondo di verificare crediti e compensazioni.

Una dichiarazione corretta nasce da una quadratura completa, non dalla semplice importazione automatica dei dati.

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