Fabrizio Di Patti – Dottore Commercialista

Riordino delle detrazioni fiscali nel modello 730/2026: novità, limiti e calcoli pratici da conoscere subito

Il modello 730/2026 segna un passaggio molto importante nel rapporto tra reddito complessivo, carichi di famiglia e oneri detraibili. Il punto centrale non è solo la conferma delle detrazioni tradizionali, ma il nuovo meccanismo di contenimento che colpisce i contribuenti con redditi più elevati e che, da quest’anno, entra davvero nella pratica dichiarativa. In altre parole, il 730/2026 è il primo banco di prova concreto del riordino introdotto dalla legge di bilancio, con effetti che incidono direttamente sul calcolo dello sconto fiscale e sulla convenienza di molte spese sostenute nel 2025.

1. Perché il 730/2026 è diverso dagli anni precedenti

La novità che cambia davvero il quadro è l’ingresso operativo del nuovo articolo 16-ter del TUIR, introdotto dalla legge 30 dicembre 2024, n. 207. La regola prevede che, per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro, l’ammontare complessivo degli oneri e delle spese detraibili non sia più illimitato, ma venga assoggettato a un tetto massimo parametrato sia al reddito sia alla composizione del nucleo familiare. È questo il vero cuore della riforma: non scompare la possibilità di detrarre, ma viene compresso il perimetro massimo delle spese che possono produrre beneficio fiscale.

2. Chi è davvero interessato dal nuovo limite e da quando si applica

Il riordino interessa i contribuenti che nel 2025 hanno conseguito un reddito complessivo superiore a 75.000 euro e che quindi lo vedranno riflesso nel modello 730/2026. La soglia si divide in due fasce: oltre 75.000 euro e fino a 100.000 euro, oppure oltre 100.000 euro. Per la prima fascia, l’importo base massimo degli oneri detraibili è pari a 14.000 euro; per la seconda scende a 8.000 euro. A questi importi va poi applicato un coefficiente familiare legato al numero dei figli fiscalmente a carico. È quindi sbagliato leggere il nuovo sistema come un semplice “taglio lineare”: il meccanismo è selettivo e dipende dalla situazione concreta del contribuente.

3. Come si calcola il nuovo tetto: il peso del quoziente familiare

Il coefficiente da applicare all’importo base è pari a 0,50 se nel nucleo familiare non sono presenti figli a carico, 0,70 con un figlio a carico, 0,85 con due figli a carico e 1,00 con più di due figli a carico oppure con almeno un figlio con disabilità accertata. Questo significa, per esempio, che tra 75.000 e 100.000 euro di reddito il tetto massimo delle spese detraibili sarà pari a 7.000 euro senza figli, 9.800 euro con un figlio, 11.900 euro con due figli e 14.000 euro con tre o più figli o con un figlio disabile. Sopra 100.000 euro il tetto scende rispettivamente a 4.000, 5.600, 6.800 e 8.000 euro. Il sistema, quindi, non guarda solo al reddito ma introduce un correttivo familiare che attenua la stretta per i nuclei con figli.

4. Le spese che entrano nel tetto e quelle che restano fuori

Uno degli aspetti più delicati è capire che cosa rientra davvero nel nuovo plafond e che cosa ne resta escluso. Le indicazioni di prassi e le istruzioni richiamate per il 730/2026 confermano che le spese sanitarie restano fuori dal nuovo limite e continuano a seguire il regime ordinario di detrazione. Restano inoltre escluse, tra le principali voci, gli interessi passivi relativi a mutui già stipulati entro il 31 dicembre 2024 e le rate residue delle detrazioni edilizie riferite a spese sostenute fino al 31 dicembre 2024. Questo punto è fondamentale perché evita di travolgere spese considerate “protette” o derivanti da impegni già assunti prima dell’entrata in vigore della nuova disciplina.

5. L’effetto pratico nel 730/2026: non tutte le detrazioni si perdono, ma vanno selezionate bene

La novità più concreta è che il contribuente con reddito elevato non perde in automatico tutte le detrazioni, ma deve fare i conti con un massimale complessivo entro cui far “entrare” le spese agevolabili. I chiarimenti dell’Agenzia hanno evidenziato che, nel computo del tetto, assumono rilievo anche le rate annuali delle spese detraibili ripartite in più anni, salvo le esclusioni espressamente previste. Questo comporta una conseguenza molto pratica: quando le spese superano il massimale disponibile, diventa decisiva la loro composizione, perché la convenienza fiscale effettiva dipenderà da quali oneri danno diritto a percentuali di detrazione più elevate e da quali, invece, restano assorbiti dal limite.

6. Non cambia solo il tetto: nel 730/2026 si ridisegnano anche i familiari a carico

Il riordino non riguarda soltanto gli oneri del quadro E. Nel 730/2026 trovano spazio anche le nuove regole sulle detrazioni per familiari a carico. Per i figli, la detrazione si concentra sui figli di età pari o superiore a 21 anni ma inferiore a 30 anni, mentre per i figli con disabilità non opera il limite anagrafico. Per gli “altri familiari”, la detrazione resta ormai limitata ai soli ascendenti conviventi, quindi tipicamente genitori e nonni conviventi con il contribuente. Questo ridisegno è importante perché influisce sia sul prospetto dei familiari sia, indirettamente, sul coefficiente da utilizzare per il nuovo tetto delle spese detraibili.

7. Guida operativa: come conviene leggere il 730/2026 prima dell’invio

Sul piano operativo, il metodo corretto parte da quattro verifiche preliminari. La prima riguarda il reddito complessivo 2025, per capire subito se si supera o meno la soglia dei 75.000 euro. La seconda riguarda i figli fiscalmente a carico, perché il loro numero modifica direttamente il massimale di spesa detraibile. La terza consiste nel separare le spese escluse dal nuovo tetto, come sanitarie e talune rate pregresse, dalle spese che invece concorrono al plafond. La quarta riguarda la qualità dei documenti: il 730/2026 recepisce il nuovo assetto e richiede una ricostruzione ordinata delle spese, perché il rischio non è soltanto perdere una detrazione, ma anche attribuire in modo errato oneri che seguono regole diverse.

8. Quattro esempi pratici e numerici per capire l’impatto reale

Primo esempio. Un contribuente con reddito complessivo di 80.000 euro e nessun figlio a carico sostiene nel 2025 spese detraibili ordinarie per 9.500 euro. Il suo massimale è pari a 14.000 × 0,50 = 7.000 euro. Questo significa che 2.500 euro di spese restano fuori dal perimetro detraibile per effetto del nuovo tetto.

Secondo esempio. Un contribuente con reddito complessivo di 92.000 euro e due figli a carico sostiene oneri detraibili per 12.400 euro. In questo caso il massimale è pari a 14.000 × 0,85 = 11.900 euro. La parte eccedente, cioè 500 euro, non produce detrazione. Il dato pratico è chiaro: la presenza dei figli attenua la riduzione, ma non elimina il limite.

Terzo esempio. Un contribuente con reddito complessivo di 120.000 euro e un figlio a carico sostiene 5.000 euro di spese ordinarie detraibili e 3.200 euro di spese sanitarie. Il massimale per le spese soggette al nuovo limite è 8.000 × 0,70 = 5.600 euro. Le spese ordinarie da 5.000 euro rientrano nel tetto; le spese sanitarie, invece, restano fuori dal plafond e continuano a seguire la loro disciplina ordinaria. In pratica il contribuente non “consuma” il tetto con le spese sanitarie.

Quarto esempio. Un contribuente con reddito di 105.000 euro, senza figli a carico, ha nel 2025 oneri soggetti al nuovo limite per 3.500 euro e una rata annuale di bonus edilizio di 4.800 euro riferita a spese sostenute nel 2024. Il suo massimale ordinario è 8.000 × 0,50 = 4.000 euro, ma la rata del bonus edilizio maturata su spese fino al 31 dicembre 2024 è esclusa dal calcolo del plafond. Di conseguenza il tetto di 4.000 euro si applica ai soli 3.500 euro di oneri ordinari, mentre la rata da 4.800 euro resta fuori dal conteggio. È uno dei casi in cui la corretta distinzione tra spese incluse ed escluse cambia radicalmente il risultato finale.

Conclusioni

Il riordino delle detrazioni nel modello 730/2026 non va letto come una semplice riduzione generalizzata degli sconti fiscali, ma come un cambiamento di metodo. Per i redditi sopra 75.000 euro il vero tema diventa la gestione del plafond, con un sistema che intreccia reddito, composizione del nucleo familiare e natura delle spese sostenute. A questo si aggiunge il riassetto delle detrazioni per familiari a carico, che rende il quadro ancora più selettivo. Il risultato è un 730/2026 che impone più attenzione nella raccolta dei documenti, nella classificazione delle spese e nella verifica dei limiti applicabili, perché la differenza tra una dichiarazione ben costruita e una compilazione superficiale può tradursi in centinaia o migliaia di euro di detrazione persa.

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