Dopo la pausa estiva, settembre 2026 concentra una serie di adempimenti particolarmente rilevanti per imprese, professionisti e sostituti d’imposta. Il mese è caratterizzato soprattutto da quattro date da presidiare: 4, 10, 16, 25 e 30 settembre, con il 30 settembre che rappresenta la giornata più densa sotto il profilo dichiarativo e IVA.
Il calendario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate individua infatti numerosi versamenti al 16 settembre e concentra al 30 settembre dichiarazioni, comunicazioni, richieste e altri adempimenti. Per lavoratori autonomi, imprese, società di persone e società di capitali le scadenze riguardano, tra l’altro, IVA, ritenute, rate delle imposte risultanti dalle dichiarazioni, LIPE, Modello 730, imposta di bollo sulle fatture elettroniche e richieste di rimborso IVA.
Sul versante del lavoro e della previdenza occorre inoltre coordinare i versamenti contributivi con gli adempimenti INPS, prestando particolare attenzione ai collaboratori iscritti alla Gestione Separata e, per il settore agricolo, alla seconda rata della contribuzione 2026 in scadenza il 16 settembre.
L’obiettivo di questa guida è trasformare lo scadenzario di settembre in uno strumento operativo, distinguendo gli adempimenti ordinari dalle scadenze che richiedono una verifica preliminare dei dati e indicando le principali attività da programmare per evitare errori, ritardi o versamenti duplicati.
1. Il 4 settembre termina la sospensione estiva degli avvisi bonari
Il primo appuntamento da considerare non è un versamento ordinario, ma la conclusione della sospensione estiva dei termini relativi ad alcune comunicazioni dell’Amministrazione finanziaria.
Per le somme richieste a seguito dei controlli automatici e formali delle dichiarazioni e della liquidazione delle imposte sui redditi soggetti a tassazione separata, il termine per effettuare il pagamento è sospeso dal 1° agosto al 4 settembre di ogni anno.
In pratica, se il termine dei 30 giorni previsto per pagare un avviso bonario ricade nel periodo interessato dalla sospensione, il conteggio deve essere effettuato tenendo conto della pausa estiva.
Il controllo è importante perché riguarda comunicazioni derivanti, ad esempio, da:
- liquidazioni automatiche delle dichiarazioni;
- controlli formali;
- imposte soggette a tassazione separata;
- rateizzazioni già avviate;
- richieste di chiarimenti collegate alle comunicazioni ricevute.
La fine della sospensione non significa che tutte le comunicazioni debbano essere pagate il 5 settembre. Occorre invece ricalcolare il termine specifico di ciascun atto, partendo dalla data di ricezione e tenendo conto dei giorni di sospensione.
Per gli studi professionali può essere utile effettuare, nei primi giorni di settembre, una ricognizione di tutti gli avvisi ricevuti tra luglio e agosto, distinguendo quelli già definiti da quelli per i quali riprendono a decorrere i termini.
2. Entro il 10 settembre: controllo e modifica dell’elenco B dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche
Una delle scadenze più facilmente trascurate riguarda l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche del secondo trimestre 2026.
L’Agenzia delle Entrate mette periodicamente a disposizione, nel portale “Fatture e corrispettivi”, due elenchi:
- Elenco A, non modificabile, contenente le fatture per le quali il bollo è stato correttamente indicato;
- Elenco B, modificabile, contenente le fatture per le quali l’Agenzia ritiene sussistano i presupposti per l’applicazione del bollo anche se il campo “Bollo virtuale” non è stato valorizzato.
Per il secondo trimestre, il termine per modificare l’Elenco B è fissato al 10 settembre. L’importo definitivo dovuto viene successivamente reso disponibile entro il 20 settembre e il pagamento ordinario scade il 30 settembre.
Il controllo non deve essere considerato una mera formalità.
L’Agenzia può infatti inserire nell’elenco fatture con importo superiore a 77,47 euro che presentano determinate nature IVA e che, in base ai dati del file XML, sembrano soggette a imposta di bollo.
Prima del 10 settembre è quindi opportuno:
verificare l’Elenco B, confrontarlo con le fatture effettivamente emesse, eliminare eventuali documenti non soggetti al bollo e aggiungere quelli eventualmente mancanti.
In assenza di modifiche, l’elenco predisposto dall’Agenzia viene considerato confermato.
3. Il 16 settembre: IVA mensile relativa ad agosto 2026
Il 16 settembre 2026 rappresenta la principale scadenza mensile per i contribuenti IVA con liquidazione mensile.
Entro tale data deve essere versata l’IVA relativa alle operazioni del mese di agosto.
La procedura operativa dovrebbe partire dalla riconciliazione tra:
- registri IVA vendite;
- registri IVA acquisti;
- fatture elettroniche ricevute;
- fatture emesse;
- note di credito;
- corrispettivi telematici;
- eventuali operazioni soggette a reverse charge;
- credito IVA riportato dal mese precedente.
Particolare attenzione deve essere dedicata alle fatture ricevute a cavallo tra agosto e settembre, perché il momento nel quale viene esercitato il diritto alla detrazione deve essere coerente con le regole IVA applicabili.
Il versamento viene effettuato mediante modello F24.
Per un’impresa che chiude agosto con:
IVA a debito: 32.500 euro
e
IVA detraibile: 21.800 euro
il saldo mensile sarà:
32.500 – 21.800 = 10.700 euro.
L’F24 dovrà quindi essere predisposto per l’importo effettivamente risultante dalla liquidazione, considerando eventuali crediti compensabili.
Il calendario ufficiale dell’Agenzia concentra al 16 settembre numerosi adempimenti IVA insieme agli altri versamenti periodici.
4. Il 16 settembre: ritenute IRPEF e altri versamenti dei sostituti d’imposta
Sempre entro il 16 settembre, i sostituti d’imposta devono versare le ritenute operate nel mese precedente.
Tra le principali rientrano quelle relative a:
- redditi di lavoro dipendente;
- redditi assimilati;
- compensi professionali;
- provvigioni;
- indennità;
- cessazioni di rapporti;
- pignoramenti presso terzi;
- premi e altri redditi soggetti a ritenuta.
Lo scadenzario ufficiale conferma, tra gli adempimenti del 16 settembre, il versamento delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilati e numerose ulteriori categorie.
Per le aziende con dipendenti il controllo deve essere effettuato partendo dalle retribuzioni corrisposte nel mese di agosto.
Esempio:
ritenute IRPEF dipendenti: 18.500 euro;
ritenute su compensi professionali: 4.200 euro;
ritenute su provvigioni: 1.300 euro.
Totale F24 per queste tre componenti:
18.500 + 4.200 + 1.300 = 24.000 euro.
Prima della trasmissione dell’F24 è opportuno riconciliare gli importi con il Libro unico del lavoro, le fatture dei professionisti e la contabilità.
Particolare attenzione deve essere prestata anche alle ritenute di modesto importo: in alcuni casi la normativa consente il rinvio del versamento quando il totale mensile non supera determinate soglie, ma la possibilità deve essere verificata per la specifica categoria di ritenuta e non applicata automaticamente a tutti i tributi.
5. Il 16 settembre: contributi INPS di dipendenti, collaboratori e settore agricolo
La scadenza del 16 settembre coinvolge anche numerosi adempimenti previdenziali.
Per i collaboratori e le figure assimilate iscritti alla Gestione Separata, il committente deve versare i contributi entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui sono stati corrisposti i compensi.
Pertanto, i compensi corrisposti nel mese di agosto generano normalmente il relativo versamento contributivo entro il 16 settembre 2026.
Per il settore agricolo, l’INPS ha confermato espressamente che coltivatori diretti, coloni, mezzadri e imprenditori agricoli professionali versano la contribuzione 2026 in quattro rate:
16 luglio 2026;
16 settembre 2026;
16 novembre 2026;
18 gennaio 2027.
Il 16 settembre rappresenta quindi la seconda rata.
Per le imprese con personale dipendente il controllo di settembre assume inoltre una particolare rilevanza alla luce delle numerose agevolazioni contributive attivate nel 2026. L’INPS ha previsto, ad esempio, specifiche modalità UNIEMENS per gli esoneri contributivi destinati alle assunzioni di giovani e donne, consentendo in determinati casi il recupero degli arretrati proprio nei flussi di competenza di luglio, agosto e settembre 2026.
Occorre quindi verificare non soltanto quanto versare, ma anche se nell’UNIEMENS debbano essere esposti conguagli o recuperi di agevolazioni spettanti.
6. Il 16 settembre: rate delle imposte risultanti dalle dichiarazioni 2026
Settembre è anche un mese di prosecuzione delle rateizzazioni derivanti dalle dichiarazioni dei redditi.
Lo scadenzario dell’Agenzia evidenzia diverse rate in scadenza il 16 settembre, la cui numerazione varia a seconda della data originariamente scelta per effettuare il primo versamento.
Per esempio, per alcuni professionisti risultano in scadenza:
- rate IRPEF relative al saldo 2025 e primo acconto 2026;
- addizionale regionale;
- addizionale comunale;
- saldo IVA 2025 rateizzato;
- imposte sostitutive;
- IRAP nei casi ancora applicabili;
- ulteriori tributi derivanti dal modello Redditi.
Le rate possono presentare interessi differenti in funzione della data dalla quale è iniziata la rateizzazione.
Il controllo non deve quindi essere effettuato semplicemente replicando l’F24 del mese precedente.
È necessario verificare:
importo originario + numero rata + interessi applicabili + eventuali compensazioni.
Per i soggetti ISA e i contribuenti interessati dalle specifiche proroghe e maggiorazioni previste per il 2026, la sequenza delle rate può risultare diversa rispetto a quella dei contribuenti che hanno effettuato il pagamento alle scadenze ordinarie.
Il consiglio operativo è mantenere un piano di rateazione per singolo contribuente, indicando per ogni tributo:
codice tributo, anno, importo originario, numero complessivo delle rate, rata già pagata, quota capitale e interessi residui.
7. Il 25 settembre: Intrastat relativo alle operazioni di agosto
Il 25 settembre 2026 interessa gli operatori tenuti alla presentazione mensile degli elenchi Intrastat.
L’adempimento riguarda le operazioni intracomunitarie effettuate nel mese di agosto 2026, secondo le condizioni e le soglie previste dalla disciplina Intrastat.
Possono essere interessate:
- cessioni intracomunitarie di beni;
- acquisti intracomunitari di beni, nei casi previsti;
- prestazioni di servizi rese a soggetti UE;
- prestazioni di servizi ricevute da soggetti UE, secondo gli obblighi statistici e fiscali applicabili.
La data del 25 settembre è confermata anche dagli scadenzari professionali aggiornati per il 2026 e segue la periodicità ordinaria prevista per gli operatori mensili.
Prima dell’invio è opportuno riconciliare:
fatture estere, registri IVA, documenti TD17-TD18-TD19 eventualmente emessi tramite SdI, anagrafiche VAT UE e dati statistici.
Un errore frequente consiste nel considerare equivalenti comunicazione delle operazioni transfrontaliere e Intrastat. Si tratta invece di obblighi differenti, con finalità e regole non sovrapponibili.
Per le imprese con elevato volume di operazioni UE è consigliabile effettuare il controllo almeno una settimana prima della scadenza, soprattutto quando devono essere verificati codici nomenclatura combinata, natura delle transazioni, paese di origine e modalità di trasporto.
8. Il 30 settembre: Modello 730/2026, ultimo giorno per la presentazione
Il 30 settembre 2026 è il termine ultimo per presentare il Modello 730 relativo ai redditi 2025.
La scadenza riguarda sia il 730 precompilato sia il modello presentato tramite i soggetti che prestano assistenza fiscale, secondo le modalità previste.
L’Agenzia delle Entrate conferma espressamente il 30 settembre come ultimo giorno utile per la presentazione telematica del 730/2026.
Prima dell’invio definitivo occorre verificare almeno:
- Certificazioni Uniche;
- redditi di lavoro dipendente e pensione;
- fabbricati;
- terreni;
- locazioni;
- spese sanitarie;
- mutui;
- assicurazioni;
- contributi previdenziali;
- previdenza complementare;
- bonus edilizi;
- eventuali altri redditi.
Il contribuente che accetta il 730 precompilato senza modificare determinate spese trasmesse da soggetti terzi può beneficiare delle limitazioni ai controlli documentali previste dalla normativa.
Il termine del 30 settembre deve essere distinto da quello del Modello Redditi Persone Fisiche, per il quale il calendario può essere differente.
Per gli studi professionali è quindi essenziale effettuare una verifica preventiva delle dichiarazioni ancora “in lavorazione”, evitando di concentrare approvazione, pagamento e trasmissione nelle ultime ore della giornata.
9. Il 30 settembre: LIPE del secondo trimestre, bollo elettronico e altri adempimenti IVA
La giornata del 30 settembre 2026 concentra numerosi adempimenti per imprese e professionisti.
LIPE del secondo trimestre
Entro il 30 settembre deve essere trasmessa la Comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA relativa al secondo trimestre 2026. La scadenza è confermata dal calendario ufficiale dell’Agenzia.
La comunicazione riguarda i dati delle liquidazioni relative ai mesi di:
aprile, maggio e giugno 2026
oppure il secondo trimestre per i contribuenti trimestrali.
Prima della trasmissione deve essere effettuata la quadratura con i versamenti F24 e con le risultanze IVA contabili.
Imposta di bollo sulle fatture elettroniche
Sempre entro il 30 settembre deve essere effettuato, in via ordinaria, il pagamento dell’imposta di bollo relativa alle fatture elettroniche del secondo trimestre.
L’Agenzia mette a disposizione il conteggio definitivo dopo il termine delle modifiche dell’Elenco B e consente il pagamento direttamente dal portale oppure tramite F24. Il codice tributo del secondo trimestre è 2522.
La disciplina prevede inoltre meccanismi di differimento per importi ridotti. Lo scadenzario ufficiale 2026 ricorda che, se l’imposta del primo trimestre non supera 5.000 euro, il relativo pagamento può essere differito al 30 settembre; se il totale del primo e secondo trimestre non supera 5.000 euro, il versamento può essere rinviato al 30 novembre.
Rimborso IVA UE
Il 30 settembre costituisce inoltre un termine importante per la richiesta di rimborso dell’IVA assolta in un altro Stato membro UE da parte dei soggetti stabiliti in Italia che ne possiedono i requisiti.
La procedura assume particolare rilevanza per imprese che sostengono all’estero costi per:
fiere, trasferte, carburanti, locazioni di mezzi, servizi e acquisti collegati all’attività.
Prima dell’invio è necessario verificare il trattamento previsto dallo Stato nel quale l’IVA è stata assolta, poiché la rimborsabilità non è necessariamente identica per ogni tipologia di costo.
10. Tre esempi pratici e numerici per organizzare correttamente settembre 2026
Esempio 1 – Impresa con IVA, ritenute e contributi in scadenza il 16 settembre
Una S.r.l. presenta per il mese di agosto:
IVA a debito: 28.000 euro
IVA detraibile: 17.500 euro
ritenute dipendenti: 12.000 euro
ritenute professionisti: 3.000 euro
contributi previdenziali da versare: 19.500 euro.
IVA netta:
28.000 – 17.500 = 10.500 euro.
Totale finanziario degli adempimenti considerati:
10.500 + 12.000 + 3.000 + 19.500 = 45.000 euro.
La società deve quindi programmare una disponibilità minima di:
45.000 euro
entro il 16 settembre, salvo eventuali compensazioni consentite.
Se dispone di un credito fiscale utilizzabile in compensazione di 7.000 euro, il fabbisogno finanziario effettivo può ridursi a:
45.000 – 7.000 = 38.000 euro.
L’esempio dimostra perché il controllo delle scadenze debba essere effettuato insieme alla pianificazione della tesoreria e non soltanto al momento della predisposizione dell’F24.
Esempio 2 – Imposta di bollo sulle fatture elettroniche
Un professionista ha emesso nel secondo trimestre 2026:
420 fatture soggette a bollo da 2 euro.
Imposta teoricamente dovuta:
420 × 2 = 840 euro.
Nell’Elenco B predisposto dall’Agenzia risultano però altre:
15 fatture
che il sistema considera soggette a bollo.
Il professionista verifica che:
- 10 siano effettivamente soggette;
- 5 siano state inserite erroneamente perché riferite a operazioni che non richiedono bollo.
L’Elenco B viene corretto entro il 10 settembre.
Numero definitivo delle fatture soggette:
420 + 10 = 430.
Imposta definitiva:
430 × 2 = 860 euro.
Senza la verifica, il sistema avrebbe considerato:
435 × 2 = 870 euro.
La differenza è soltanto di 10 euro, ma in un’impresa che emette migliaia di fatture le divergenze possono diventare molto più rilevanti. La possibilità di modificare l’Elenco B entro il 10 settembre consente di effettuare questa riconciliazione prima del pagamento del 30 settembre.
Esempio 3 – LIPE del secondo trimestre con quadratura dei versamenti
Una società mensile presenta le seguenti liquidazioni IVA:
Aprile: IVA a debito € 12.000
Maggio: IVA a debito € 8.000
Giugno: credito IVA € 3.000
Risultato complessivo del trimestre:
12.000 + 8.000 – 3.000 = 17.000 euro.
Durante il controllo emerge però che il modello F24 di maggio è stato pagato per:
7.500 euro
anziché 8.000.
Differenza:
8.000 – 7.500 = 500 euro.
Prima di trasmettere la LIPE del secondo trimestre entro il 30 settembre, la società deve individuare la causa della differenza.
Se si tratta di un semplice errore di versamento, il debito IVA dichiarato nella LIPE resta quello effettivamente risultante dalla liquidazione, mentre i 500 euro non versati dovranno essere regolarizzati secondo le regole applicabili, eventualmente utilizzando il ravvedimento operoso.
La comunicazione non deve quindi essere modificata artificialmente per farla coincidere con l’F24.
La corretta sequenza è:
contabilità → liquidazione IVA → LIPE → confronto con F24 → eventuale regolarizzazione.
Il 30 settembre rappresenta il termine per comunicare all’Agenzia i dati effettivi delle liquidazioni del secondo trimestre.
Conclusioni
Settembre 2026 non è semplicemente il mese della ripresa degli adempimenti dopo le ferie estive. È un mese nel quale si sovrappongono versamenti periodici, rate dichiarative, obblighi IVA, adempimenti previdenziali e scadenze dichiarative importanti.
Le date principali da inserire immediatamente in agenda sono:
4 settembre – termine della sospensione estiva dei termini collegati agli avvisi bonari;
10 settembre – ultimo giorno per modificare l’Elenco B relativo al bollo sulle fatture elettroniche del secondo trimestre;
16 settembre – IVA mensile, ritenute, contributi e numerose rate delle imposte;
25 settembre – Intrastat mensile relativo alle operazioni di agosto;
30 settembre – Modello 730/2026, LIPE secondo trimestre, bollo sulle fatture elettroniche e numerosi ulteriori adempimenti.
Lo scadenzario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate conferma che proprio il 16 e il 30 settembre costituiscono le due giornate fiscalmente più dense del mese, con decine di adempimenti differenziati in base alla tipologia di contribuente.
Per imprese e professionisti il punto centrale non è però soltanto ricordare le date.
Un’organizzazione efficace dovrebbe prevedere almeno tre livelli di controllo.
Il primo è contabile: IVA, fatture, corrispettivi, ritenute e contributi devono essere riconciliati prima della predisposizione delle deleghe di pagamento.
Il secondo è finanziario: la somma complessiva degli F24 deve essere conosciuta con qualche giorno di anticipo per verificare la disponibilità sui conti correnti e l’eventuale presenza di crediti utilizzabili in compensazione.
Il terzo è documentale: LIPE, Intrastat, 730 e imposta di bollo richiedono controlli che non possono essere ridotti alla semplice esecuzione di un pagamento.
Settembre 2026 presenta inoltre alcune verifiche particolarmente importanti per i datori di lavoro. Le istruzioni INPS emanate nel corso dell’anno hanno previsto specifiche modalità di esposizione degli incentivi contributivi e dei relativi arretrati nei flussi UNIEMENS, rendendo necessario coordinare la gestione delle paghe con la corretta fruizione delle agevolazioni.
La regola operativa più efficace è quindi quella di non gestire settembre per singola scadenza, ma attraverso un calendario progressivo: nei primi giorni del mese si controllano avvisi e bollo elettronico; entro la metà del mese si chiudono IVA, paghe e F24; nella seconda parte si completano Intrastat, LIPE e dichiarazioni.
In questo modo lo scadenzario fiscale smette di essere un semplice elenco di date e diventa uno strumento di programmazione amministrativa, fiscale e finanziaria dell’impresa.