Il concordato preventivo biennale è uno degli strumenti più significativi introdotti nella fiscalità delle imprese e dei professionisti di minori dimensioni.
La disciplina del biennio 2026-2027 deve essere letta alla luce delle modifiche del D.Lgs. 148/2026 e della Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 8/E del 6 ottobre 2026.
Un aspetto fondamentale riguarda il rapporto tra adesione al concordato, possibilità di applicare un’imposta sostitutiva sul maggior reddito concordato e eventuali regimi di ravvedimento speciale.
1. Il concordato non è una sanatoria
Il CPB consente di concordare preventivamente il reddito rilevante ai fini delle imposte dirette e, quando applicabile, il valore della produzione netta IRAP.
Non comporta automaticamente la regolarizzazione delle violazioni commesse negli anni precedenti.
L’adesione al concordato e l’accesso a un eventuale ravvedimento speciale devono quindi essere considerati due istituti distinti.
2. Requisiti di accesso
La prima verifica riguarda l’applicazione degli ISA e l’assenza delle cause che impediscono l’accesso al CPB.
Occorre controllare la posizione fiscale, la corretta presentazione delle dichiarazioni e le altre condizioni previste dal D.Lgs. 13/2024.
Anche l’esistenza di operazioni straordinarie o modifiche dell’attività può assumere rilevanza.
3. Imposta sostitutiva sul maggior reddito concordato
La disciplina prevede, quando ne ricorrono le condizioni, la possibilità di applicare un’imposta sostitutiva alla parte di reddito concordato eccedente il reddito di riferimento.
La determinazione dell’imposta dipende dalle regole specifiche e dai parametri applicabili al contribuente.
Non è quindi corretto considerare tutto il reddito concordato automaticamente soggetto a un’unica aliquota agevolata.
4. Ravvedimento speciale e annualità pregresse
Il ravvedimento speciale, quando previsto da specifiche disposizioni, consente di regolarizzare determinate annualità secondo condizioni e termini stabiliti dalla legge.
La sua applicabilità al singolo contribuente deve essere verificata autonomamente.
Non è corretto presumere che l’adesione al CPB 2026-2027 consenta automaticamente di sanare tutte le annualità pregresse.
Occorre individuare esattamente gli anni ammessi, la base imponibile, l’imposta sostitutiva e le scadenze applicabili.
5. Come valutare la convenienza
La simulazione dovrebbe confrontare almeno tre scenari: mancata adesione, adesione con reddito effettivo superiore alla proposta e adesione con reddito effettivo inferiore.
Occorre inoltre considerare l’effetto degli acconti, la liquidità disponibile, le eventuali imposte sostitutive e i rischi di decadenza.
Il beneficio non può essere misurato soltanto attraverso il reddito concordato.
6. Tre esempi pratici e numerici
Esempio 1 – Maggior reddito concordato
Reddito di riferimento ipotetico: € 55.000.
Reddito concordato: € 75.000.
Differenza:
€ 75.000 − € 55.000 = € 20.000.
Questa differenza costituisce il punto di partenza per verificare l’eventuale applicazione dell’imposta sostitutiva, secondo la disciplina vigente.
Esempio 2 – Imposta sostitutiva: simulazione
Si ipotizzi, esclusivamente a scopo illustrativo, una base agevolabile di € 20.000 e un’aliquota applicabile del 10%.
Imposta:
€ 20.000 × 10% = € 2.000.
Il risultato è valido soltanto se il contribuente possiede i requisiti per applicare quell’aliquota e la base è stata correttamente determinata.
Esempio 3 – Confronto tra reddito concordato ed effettivo
Reddito concordato: € 80.000.
Reddito effettivo previsto: € 115.000.
Differenza:
€ 115.000 − € 80.000 = € 35.000.
La differenza è economicamente favorevole al contribuente nell’ipotesi di permanenza nel concordato, ma il vantaggio fiscale effettivo richiede il calcolo completo delle imposte e la verifica delle condizioni di applicazione.
Conclusioni
Il concordato preventivo biennale deve essere valutato attraverso una simulazione personalizzata.
La presenza di un reddito concordato apparentemente conveniente non è sufficiente per concludere che l’adesione sia fiscalmente vantaggiosa.
Occorre verificare requisiti, cause di esclusione, effetti sugli acconti, imposte sostitutive ed eventuali strumenti di regolarizzazione.
Concordato e ravvedimento speciale non sono sinonimi: ciascun istituto richiede presupposti, calcoli e verifiche autonome.