Dal 16 ottobre 2026 si apre una nuova fase della rottamazione-quinquies delle entrate locali.
La definizione agevolata consente ai contribuenti di regolarizzare determinati debiti affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione da Regioni, Comuni e altri enti territoriali che abbiano adottato l’apposito provvedimento.
L’opportunità interessa cittadini, imprese e professionisti con posizioni debitorie relative, tra l’altro, a tributi comunali e altre entrate locali.
La novità più importante è rappresentata dalla possibilità di verificare gli enti aderenti e, successivamente, presentare la domanda telematica.
Non tutte le cartelle sono però automaticamente definibili: occorre controllare l’ente creditore, la data di affidamento e la natura del debito.
1. Cos’è la rottamazione-quinquies locale
La definizione agevolata delle entrate locali è disciplinata dall’articolo 10-quinquies del D.L. n. 38/2026, convertito dalla Legge n. 88/2026, con le successive modifiche.
La misura consente di regolarizzare specifici carichi affidati alla riscossione dagli enti territoriali aderenti.
Il meccanismo è collegato alla rottamazione-quinquies nazionale, ma presenta proprie regole e scadenze.
È quindi fondamentale non confondere le due procedure.
2. Quali enti possono aderire
La disciplina riguarda gli enti territoriali che hanno adottato uno specifico provvedimento di adesione.
L’ente doveva approvare il provvedimento secondo le forme previste dalla legge, pubblicarlo sul proprio sito istituzionale e comunicarlo ad Agenzia delle Entrate-Riscossione entro il 31 luglio 2026.
La presenza del Comune nell’elenco ufficiale è un primo requisito.
Tuttavia, l’adesione dell’ente non significa necessariamente che ogni debito nei suoi confronti sia definibile.
3. L’elenco ufficiale dei Comuni aderenti
Il 25 settembre 2026 Agenzia delle Entrate-Riscossione ha comunicato la pubblicazione dell’elenco degli enti aderenti.
La consultazione deve essere effettuata attraverso il sito istituzionale dell’Agente della riscossione.
Il contribuente deve verificare la denominazione esatta dell’ente creditore.
Un contribuente residente a Palermo, ad esempio, potrebbe avere debiti verso un Comune diverso da quello di residenza.
Conta quindi l’ente che ha affidato il carico alla riscossione, non soltanto il Comune in cui il contribuente risiede.
Per consultare l’elenco ufficiale:
https://www.agenziaentrateriscossione.gov.it
Sezione dedicata alla rottamazione-quinquies delle entrate locali.
4. Quali debiti possono essere definiti
La misura riguarda i carichi affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, nei limiti previsti dalla disciplina.
Possono assumere rilevanza, in presenza dei requisiti, debiti relativi a IMU, TARI e altre entrate locali.
Per ciascuna posizione occorre verificare il periodo di affidamento, la tipologia del credito e le eventuali esclusioni.
Non è sufficiente che il tributo si riferisca a un anno compreso nel periodo indicato: occorre controllare la data effettiva di affidamento del carico.
5. Quali somme possono essere eliminate
La definizione agevolata permette, secondo la natura del debito e le regole applicabili, di non corrispondere determinate componenti accessorie.
Il capitale del tributo resta normalmente dovuto.
La posizione deve essere analizzata distinguendo capitale, sanzioni, interessi e ulteriori somme.
Per le sanzioni amministrative, comprese quelle relative al Codice della strada, possono applicarsi regole differenti.
Il risparmio effettivo deve quindi essere determinato sulla singola cartella.
6. Domande dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026
La finestra per la presentazione delle domande è compresa tra il 16 ottobre e il 15 dicembre 2026.
L’adesione avviene esclusivamente attraverso la procedura telematica prevista da Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Entro il 15 ottobre devono essere rese disponibili nell’area riservata le informazioni necessarie a individuare i carichi definibili.
La domanda deve essere presentata entro il termine previsto.
È importante conservare la ricevuta di trasmissione e verificare successivamente le comunicazioni relative agli importi da pagare.
7. Come presentare la domanda
La procedura operativa comprende:
- Accesso al sito di Agenzia delle Entrate-Riscossione.
- Identificazione attraverso le credenziali ammesse.
- Consultazione dei carichi definibili.
- Individuazione delle cartelle interessate.
- Verifica dell’ente creditore.
- Controllo degli importi e delle condizioni.
- Presentazione telematica della domanda.
- Conservazione della ricevuta.
- Verifica della successiva comunicazione.
- Programmazione dei pagamenti.
Le modalità tecniche devono essere seguite secondo le istruzioni pubblicate dall’Agente della riscossione.
8. Pagamento e rateizzazione
Il contribuente deve valutare attentamente le modalità di pagamento disponibili.
La scelta tra pagamento in unica soluzione e rateizzazione, quando ammessa, deve tenere conto della liquidità disponibile.
Un piano non sostenibile può comportare il mancato rispetto delle scadenze e la perdita dei benefici secondo la disciplina applicabile.
Prima dell’adesione è quindi opportuno predisporre una previsione finanziaria.
9. Differenza tra rottamazione locale e nazionale
La rottamazione nazionale riguarda i carichi individuati dalla relativa disciplina statale.
La rottamazione locale, invece, richiede anche l’adesione dell’ente territoriale interessato.
Un contribuente può avere cartelle appartenenti a entrambe le categorie.
Per questo motivo le posizioni devono essere classificate separatamente, evitando di presentare domande sulla base di presupposti non verificati.
10. Tre esempi pratici e numerici
Esempio 1 – Debito IMU
Una società presenta:
IMU: € 4.000.
Sanzioni: € 1.200.
Interessi: € 600.
Totale:
€ 4.000 + € 1.200 + € 600 = € 5.800.
Se le componenti accessorie indicate risultano integralmente eliminabili, il risparmio teorico è:
€ 1.200 + € 600 = € 1.800.
Importo residuo teorico: € 4.000, salvo ulteriori somme dovute.
Esempio 2 – Debito TARI
Un professionista presenta:
TARI: € 2.200.
Sanzioni: € 660.
Interessi: € 220.
Totale:
€ 2.200 + € 660 + € 220 = € 3.080.
Risparmio teorico:
€ 660 + € 220 = € 880.
Esempio 3 – Impresa con più cartelle
Una SRL presenta debiti locali complessivi di € 18.000.
Le componenti potenzialmente eliminabili ammontano a € 4.500.
Importo residuo teorico:
€ 18.000 − € 4.500 = € 13.500.
Risparmio percentuale:
€ 4.500 ÷ € 18.000 × 100 = 25%.
Il risultato deve essere confermato verificando l’effettiva ammissibilità dei singoli carichi.
Conclusioni
La rottamazione-quinquies delle entrate locali può rappresentare un’opportunità concreta per ridurre il peso dei debiti pregressi.
Il termine per presentare la domanda è fissato al 15 dicembre 2026, con apertura della procedura dal 16 ottobre.
La verifica deve partire dall’elenco ufficiale degli enti aderenti e proseguire con l’analisi dei singoli carichi.
La convenienza non si misura sull’importo complessivo della cartella, ma sulle somme effettivamente eliminabili e sulla sostenibilità del pagamento residuo.
Per imprese e professionisti, una ricostruzione accurata della posizione debitoria consente di evitare errori e di utilizzare correttamente la definizione agevolata.