Fabrizio Di Patti – Dottore Commercialista

CIN affitti brevi 2026: come indicarlo nel 730 e nel modello Redditi PF

Il CIN – Codice Identificativo Nazionale entra a pieno titolo nella dichiarazione dei redditi 2026 per chi concede immobili in locazione breve o per finalità turistiche. Non è più solo un codice da esporre negli annunci o all’esterno dell’immobile: oggi diventa anche un dato da gestire correttamente in dichiarazione, nel modello 730 o nel modello Redditi PF. Per proprietari, comodatari, intermediari, gestori di immobili e professionisti che assistono i clienti, il punto centrale è duplice: da un lato indicare correttamente i redditi da locazione breve, dall’altro collegare ciascun immobile al relativo CIN, evitando omissioni che possono generare incongruenze e sanzioni.

1. Cos’è il CIN e chi deve richiederlo

Il CIN è il codice identificativo nazionale previsto per strutture turistico-ricettive, immobili concessi in locazione per finalità turistiche e unità immobiliari destinate a locazioni brevi. Le FAQ del Ministero del Turismo aggiornate all’11 maggio 2026 confermano che devono richiederlo i titolari o gestori di strutture turistico-ricettive e i locatori di unità immobiliari abitative destinate a locazioni turistiche o brevi. Il codice si richiede tramite la Banca Dati nazionale delle Strutture Ricettive e degli immobili destinati a locazione breve o turistica.

2. Da quando il CIN è effettivamente operativo

La disciplina nazionale sul CIN si applica dal 2 novembre 2024, mentre le sanzioni sono applicabili dal 2 gennaio 2025. Il Ministero del Turismo ha chiarito che l’obbligo è generalizzato e non viene meno se esiste già un codice regionale o provinciale: in tal caso, il locatore deve gestire entrambi i codici, perché il CIN non sostituisce automaticamente gli identificativi locali. Questo passaggio è importante per chi pubblica annunci su portali, siti propri o canali social, perché il codice deve essere indicato in ogni annuncio ovunque pubblicato e comunicato.

3. Dove va indicato il CIN nel modello 730/2026

Nel modello 730/2026 il CIN va indicato nel quadro B – Redditi dei fabbricati, nella sezione dedicata ai dati dell’immobile e delle locazioni brevi. Le istruzioni operative della dichiarazione precompilata precisano che il CIN deve essere inserito nella casella “codice CIN” relativa al fabbricato interessato. Questo significa che il codice non è un’informazione generica del contribuente, ma un dato collegato alla singola unità immobiliare o porzione immobiliare concessa in locazione breve o turistica.

4. Dove va indicato il CIN nel modello Redditi PF 2026

Nel modello Redditi PF 2026 il CIN viene gestito in modo diverso rispetto al 730. Il reddito fondiario dell’immobile resta nel quadro RB, mentre il codice identificativo va indicato nel quadro RS, rigo RS533, riportando il CIN corrispondente a ogni struttura ricettiva o unità immobiliare destinata a locazioni turistiche, locazioni brevi o attività turistico-ricettive. Questa distinzione è essenziale: nel 730 il dato è nel quadro B; in Redditi PF il reddito è nel quadro RB, ma il CIN trova spazio nel quadro RS.

5. Locazioni brevi: tassazione, cedolare secca e limite dei quattro appartamenti

La disciplina fiscale delle locazioni brevi riguarda contratti di durata non superiore a 30 giorni stipulati da persone fisiche al di fuori dell’esercizio d’impresa. L’Agenzia delle Entrate ricorda che il regime delle locazioni brevi può applicarsi solo se nell’anno sono destinati a tale finalità non più di quattro appartamenti; oltre tale soglia l’attività si presume svolta in forma imprenditoriale. I redditi vanno indicati nel quadro B del 730 o nel quadro RB del modello Redditi PF, scegliendo tra tassazione ordinaria e cedolare secca se ne ricorrono i presupposti.

6. Obblighi di esposizione, sicurezza e sanzioni

Il CIN deve essere esposto all’esterno dello stabile in cui si trova l’immobile, nel rispetto di eventuali vincoli urbanistici e paesaggistici, e deve comparire in ogni annuncio pubblicato o comunicato. Le FAQ ministeriali aggiornate indicano le principali sanzioni: da 800 a 8.000 euro in caso di assenza del CIN; da 500 a 5.000 euro per mancata esposizione o mancata indicazione; da 600 a 6.000 euro per assenza dei dispositivi obbligatori di sicurezza; da 2.000 a 10.000 euro in caso di attività imprenditoriale esercitata senza SCIA.

7. Guida operativa: cosa controllare prima di inviare la dichiarazione

La gestione corretta parte da una mappatura degli immobili. Per ciascuna unità o porzione locata occorre verificare: presenza del CIN, eventuale codice regionale o provinciale, corretta esposizione negli annunci, reddito percepito nel 2025, presenza di Certificazione Unica per locazioni brevi se è intervenuto un intermediario, scelta del regime fiscale e corretta compilazione del quadro dichiarativo. Nel 730 occorre controllare il quadro B; nel Redditi PF occorre coordinare quadro RB e quadro RS. Il controllo più importante è evitare che un immobile risulti fiscalmente dichiarato, ma privo del relativo CIN, oppure che il CIN sia indicato per un immobile diverso.

8. Quattro esempi pratici e numerici

Primo esempio: un solo appartamento in locazione breve con 730.
Un contribuente concede in locazione breve un appartamento per il 2025 e incassa 8.000 euro. Può dichiarare il reddito nel quadro B del 730/2026 e indicare il CIN nella casella dedicata. Se sceglie la cedolare secca al 21%, l’imposta teorica è 1.680 euro. Se tramite intermediario è già stata applicata una ritenuta del 21% pari a 1.680 euro, questa sarà scomputata in dichiarazione.

Secondo esempio: due immobili con due CIN diversi.
Un proprietario loca due appartamenti: il primo genera 6.000 euro, il secondo 4.000 euro. I redditi vanno indicati separatamente, collegando ciascun immobile al proprio CIN. Se entrambi sono tassati con cedolare secca al 21%, l’imposta complessiva è 2.100 euro: 1.260 euro sul primo immobile e 840 euro sul secondo. L’errore da evitare è inserire un solo CIN o invertire i codici.

Terzo esempio: modello Redditi PF con quadro RS.
Un contribuente presenta Redditi PF perché possiede anche altri redditi non gestibili nel 730. Ha un immobile in locazione breve con canoni 2025 pari a 12.000 euro. Il reddito dell’immobile va nel quadro RB; il CIN va nel quadro RS, rigo RS533. Con cedolare secca al 21%, l’imposta è 2.520 euro, salvo ritenute già subite tramite intermediari.

Quarto esempio: cinque appartamenti in locazione breve.
Un contribuente loca cinque appartamenti nel 2025, con ricavi complessivi pari a 45.000 euro. Il limite dei quattro appartamenti è superato: la posizione non può essere trattata come semplice locazione breve non imprenditoriale. In questo caso occorre valutare l’apertura della partita IVA, la SCIA se dovuta e l’inquadramento dell’attività come imprenditoriale. L’errore sarebbe compilare il 730 come se si trattasse di una normale locazione breve privata.

Conclusioni

Il CIN negli affitti brevi non è un dettaglio formale, ma un elemento che collega adempimenti turistici, fiscali e dichiarativi. Nel 730/2026 va gestito nel quadro B, mentre nel modello Redditi PF 2026 il reddito resta nel quadro RB e il codice trova spazio nel quadro RS. La regola pratica è semplice: ogni immobile o porzione destinata a locazione breve o turistica deve avere il proprio CIN correttamente richiesto, esposto, comunicato negli annunci e riportato nella dichiarazione. Una gestione ordinata evita incongruenze tra banche dati, dichiarazione dei redditi, portali telematici e controlli amministrativi.

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