La campagna dichiarativa 2026 è ormai entrata nella fase operativa e il modello 730 resta lo strumento più rapido per lavoratori dipendenti, pensionati e molti contribuenti senza partita IVA. Il vantaggio è evidente: dichiarazione più semplice, rimborsi direttamente in busta paga o pensione e possibilità di invio anche senza sostituto d’imposta. Tuttavia, prima di procedere, occorre fare una verifica essenziale: capire se il contribuente è obbligato a dichiarare, se può usare il 730 oppure se deve presentare il modello Redditi PF. L’Agenzia delle Entrate ha aggiornato le istruzioni del 730/2026 al 13 maggio 2026, confermando regole, scadenze e casi di esonero.
1. Chi può presentare il modello 730/2026
Possono utilizzare il 730/2026 i contribuenti che nel 2025 hanno percepito redditi di lavoro dipendente, pensione, redditi assimilati, redditi di terreni e fabbricati, alcuni redditi di capitale, redditi di lavoro autonomo senza partita IVA, alcuni redditi diversi e alcuni redditi soggetti a tassazione separata. Il 730 può essere presentato direttamente dal contribuente, tramite sostituto d’imposta se presta assistenza fiscale, oppure tramite CAF o professionista abilitato.
2. Il calendario 2026: invio dal 14 maggio e scadenza al 30 settembre
Per il 730 precompilato, la consultazione è partita il 30 aprile 2026, mentre dal 14 maggio 2026 è possibile accettare, modificare, integrare e inviare la dichiarazione. Il termine finale per la trasmissione del 730 è il 30 settembre 2026. Il modello Redditi PF precompilato segue invece un calendario diverso: è disponibile dal 20 maggio, può essere inviato dal 27 maggio e scade il 2 novembre 2026, perché il 31 ottobre cade di sabato e il 1° novembre è festivo.
3. Chi è esonerato dalla dichiarazione dei redditi
Non tutti i contribuenti sono obbligati a presentare la dichiarazione. L’esonero riguarda, in generale, chi possiede solo redditi già correttamente tassati dal sostituto d’imposta oppure redditi entro determinate soglie previste dalle istruzioni. Rientrano tra i casi tipici i contribuenti con sola abitazione principale e pertinenze, chi ha soltanto redditi da lavoro dipendente o pensione certificati da un unico sostituto che ha effettuato correttamente le ritenute, oppure chi possiede redditi esenti o soggetti a imposta sostitutiva. La dichiarazione va comunque presentata se le addizionali IRPEF non sono state trattenute o sono state trattenute in misura insufficiente.
4. Quando il 730 non basta e serve Redditi PF
Il 730 non è utilizzabile in tutti i casi. Devono usare il modello Redditi PF, tra gli altri, i contribuenti titolari di partita IVA obbligati alla dichiarazione dei redditi d’impresa o di lavoro autonomo abituale, chi deve presentare dichiarazioni IVA, IRAP o sostituti d’imposta, oppure chi ha situazioni non compatibili con il 730. La verifica è particolarmente importante per forfettari, professionisti, imprenditori individuali e soggetti con redditi esteri o attività finanziarie da monitorare.
5. 730 senza sostituto: uno strumento utile anche per chi non ha datore di lavoro
Il 730/2026 può essere presentato anche senza sostituto d’imposta. In questo caso, se dalla dichiarazione emerge un credito, il rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate; se emerge un debito, il contribuente paga tramite modello F24. È una possibilità molto utile per chi ha cessato il rapporto di lavoro, per chi non ha un datore di lavoro al momento della dichiarazione o per chi non può ricevere il conguaglio in busta paga o pensione.
6. Dichiarazione congiunta: quando è possibile
Il 730 può essere presentato anche in forma congiunta dai coniugi o dalle parti dell’unione civile, quando entrambi possiedono redditi dichiarabili con questo modello e almeno uno dei due può utilizzare il 730. Non è ammessa, invece, se uno dei due contribuenti deve utilizzare Redditi PF per redditi incompatibili con il 730. La dichiarazione congiunta può essere vantaggiosa sul piano operativo perché consente una gestione unitaria di debiti, crediti e conguagli, ma va valutata solo dopo aver verificato la posizione di entrambi.
7. Guida operativa: il controllo da fare prima di scegliere il modello
Il controllo corretto segue una sequenza precisa. Prima si verifica se il contribuente ha redditi da dichiarare; poi si controlla se rientra in un caso di esonero; successivamente si valuta se i redditi sono compatibili con il 730; infine si sceglie tra 730 ordinario, 730 precompilato, 730 senza sostituto o Redditi PF. In presenza di più Certificazioni Uniche, locazioni, redditi occasionali, immobili, spese detraibili importanti o crediti fiscali, la scelta del modello non va fatta in modo automatico: un errore iniziale può generare conguagli sbagliati, rimborsi non spettanti o successivi avvisi dell’Agenzia.
8. Quattro esempi pratici e numerici
Primo esempio: lavoratore dipendente con una sola CU.
Un dipendente ha percepito nel 2025 redditi da lavoro per 28.000 euro da un unico datore di lavoro, che ha effettuato correttamente ritenute e conguaglio. Se non ha altri redditi né spese da portare in detrazione, può rientrare nei casi di esonero. Se però ha spese sanitarie per 2.000 euro, può comunque presentare il 730 per recuperare la detrazione spettante.
Secondo esempio: due Certificazioni Uniche.
Un contribuente ha una CU da 22.000 euro e una seconda CU da 9.000 euro. Il reddito complessivo è 31.000 euro. In questo caso conviene verificare il conguaglio complessivo, perché i due sostituti potrebbero aver applicato ritenute separatamente. Il 730 consente di ricalcolare l’imposta complessiva e determinare il corretto saldo o rimborso.
Terzo esempio: contribuente senza sostituto.
Un lavoratore ha cessato il rapporto nel 2025 e nel 730/2026 risulta un credito IRPEF di 850 euro. Può presentare il 730 senza sostituto: il rimborso non arriverà in busta paga, ma direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Se invece emergesse un debito di 600 euro, dovrebbe versarlo tramite F24.
Quarto esempio: partita IVA forfettaria.
Un professionista in regime forfettario ha incassato nel 2025 compensi per 42.000 euro. Anche se possiede spese detraibili personali, non può usare il 730 per dichiarare il reddito professionale: deve utilizzare il modello Redditi PF, compilando il quadro LM e gli altri quadri eventualmente necessari.
Conclusioni
Il modello 730/2026 resta lo strumento più pratico per molti contribuenti, ma non è il modello giusto per tutti. La scelta corretta parte da tre domande: il contribuente è obbligato a dichiarare? Può essere esonerato? I redditi posseduti sono compatibili con il 730 oppure richiedono Redditi PF? Solo dopo questa verifica si può procedere con sicurezza. Il calendario è chiaro: invio del 730 dal 14 maggio al 30 settembre 2026; Redditi PF dal 27 maggio al 2 novembre 2026. La vera regola operativa è non partire dal modello, ma dalla posizione fiscale del contribuente.