Fabrizio Di Patti – Dottore Commercialista

Codice della crisi d’impresa: consultazione pubblica della Parte II della bozza di circolare dell’Agenzia delle Entrate

Comprendere i contenuti della nuova bozza di circolare dell’Agenzia delle Entrate dedicata agli istituti del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza e individuare gli aspetti che richiederanno particolare attenzione nell’assistenza a imprese, professionisti e contribuenti.


1. Contesto normativo

L’Agenzia delle Entrate ha avviato la consultazione pubblica della Parte II della bozza di circolare dedicata ai profili fiscali del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019).

La consultazione rimane aperta fino al 24 luglio 2026 e rappresenta la prosecuzione del percorso iniziato con la Parte I, pubblicata nell’aprile 2026.

L’obiettivo è raccogliere osservazioni da professionisti, associazioni di categoria, ordini professionali e operatori del settore prima della pubblicazione della versione definitiva della circolare.


2. Quali istituti vengono analizzati

La Parte II approfondisce gli strumenti dedicati al sovraindebitamento e all’esdebitazione, con particolare riferimento a:

  • disposizioni generali (artt. 65-66 CCII);
  • ristrutturazione dei debiti del consumatore (artt. 67-73);
  • concordato minore (artt. 74-83);
  • liquidazione controllata del sovraindebitato (artt. 268-277);
  • esdebitazione (artt. 278-283).

La finalità della futura circolare sarà quella di uniformare il comportamento degli uffici dell’Agenzia delle Entrate nella gestione dei profili tributari delle procedure disciplinate dal Codice della crisi.


3. Aspetti di maggiore interesse operativo

Per chi assiste imprese o contribuenti, la futura circolare assume particolare rilievo perché dovrebbe chiarire diversi aspetti interpretativi.

Tra i temi da monitorare:

  • trattamento dei crediti tributari nelle procedure di sovraindebitamento;
  • partecipazione dell’Agenzia delle Entrate alle procedure di composizione della crisi;
  • criteri di valutazione delle proposte formulate dal debitore;
  • effetti fiscali dell’omologazione degli accordi;
  • trattamento dei debiti tributari residui dopo l’esdebitazione.

Questi chiarimenti potrebbero incidere direttamente sulla predisposizione dei piani di ristrutturazione e sulle strategie difensive adottate dai professionisti.


4. Impatto pratico per studi professionali e imprese

Gli studi professionali dovrebbero monitorare con attenzione l’evoluzione della consultazione, poiché la versione definitiva della circolare potrà incidere sulle modalità operative adottate nella gestione delle crisi d’impresa.

Sarà opportuno verificare, in particolare:

  • le modalità di interlocuzione con gli uffici dell’Agenzia delle Entrate;
  • la documentazione da predisporre nelle procedure;
  • la gestione dei crediti erariali;
  • i riflessi fiscali delle procedure omologate;
  • gli effetti dell’esdebitazione sui debiti tributari.

Per le imprese in difficoltà finanziaria, l’eventuale consolidamento degli orientamenti interpretativi potrà offrire maggiore certezza nella pianificazione delle procedure di risanamento.


5. Quattro esempi pratici

Caso 1 – Concordato minore

Professionista con:

  • debiti fiscali: 42.000 euro
  • debiti bancari: 58.000 euro

Presenta una proposta di concordato minore con pagamento del 45% dei debiti tributari.

La futura circolare potrebbe chiarire i criteri utilizzati dall’Agenzia per valutare la convenienza della proposta rispetto alla liquidazione.


Caso 2 – Debitore consumatore

Persona fisica con:

  • debiti fiscali: 18.500 euro
  • debiti finanziari: 34.000 euro

Accede alla procedura di ristrutturazione dei debiti del consumatore.

Risulterà particolarmente importante comprendere il comportamento dell’Amministrazione finanziaria nelle fasi di approvazione del piano.


Caso 3 – Liquidazione controllata

Piccola impresa individuale.

Attivo disponibile:

95.000 euro

Debiti complessivi:

280.000 euro

di cui:

  • IVA: 52.000 euro
  • imposte dirette: 38.000 euro
  • INPS: 44.000 euro

La circolare potrà fornire indicazioni operative sul trattamento dei crediti tributari e sulla partecipazione dell’Erario alla procedura.


Caso 4 – Esdebitazione

Imprenditore cessato.

Debiti residui:

165.000 euro

Dopo la conclusione della procedura di liquidazione controllata richiede l’esdebitazione.

Occorrerà verificare gli effetti dell’eventuale provvedimento anche sotto il profilo tributario e le eventuali esclusioni previste dal Codice della crisi.


Conclusioni

La consultazione pubblica rappresenta un passaggio importante nel processo di definizione della prassi amministrativa relativa al Codice della crisi d’impresa.

La futura circolare dovrebbe contribuire a uniformare l’interpretazione delle disposizioni fiscali applicabili alle procedure di sovraindebitamento e di esdebitazione, riducendo le incertezze operative che ancora caratterizzano alcuni istituti.

Per gli studi professionali sarà opportuno seguire attentamente l’evoluzione della consultazione e confrontare la versione definitiva della circolare con gli orientamenti finora adottati nella gestione delle procedure, così da aggiornare tempestivamente modelli operativi, check-list e procedure interne.

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