Il concordato preventivo biennale rappresenta uno degli strumenti più importanti per la programmazione fiscale di imprese e professionisti soggetti agli Indici sintetici di affidabilità fiscale.
Il meccanismo consente di accettare preventivamente una proposta relativa al reddito imponibile e, quando applicabile, al valore della produzione netta IRAP per due periodi d’imposta.
Per il biennio 2026-2027 assumono particolare rilevanza le modifiche normative intervenute nel 2026 e i chiarimenti contenuti nella Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 8/E del 6 ottobre 2026.
La scelta di aderire richiede un’analisi approfondita della situazione economica del contribuente, perché il reddito concordato può risultare vantaggioso in caso di crescita dell’attività, ma meno conveniente quando i risultati effettivi sono inferiori alle previsioni.
1. Cos’è il concordato preventivo biennale
Il concordato preventivo biennale, disciplinato dal D.Lgs. n. 13/2024, permette ai contribuenti ammessi di concordare con l’Amministrazione finanziaria una base imponibile per due annualità.
La proposta viene elaborata sulla base dei dati disponibili e delle metodologie previste dalla normativa.
L’accettazione produce effetti sulla determinazione delle imposte dirette e, quando applicabile, dell’IRAP.
Non elimina gli obblighi contabili, la presentazione delle dichiarazioni e gli adempimenti IVA.
2. Chi può aderire al CPB 2026-2027
La disciplina riguarda i contribuenti che applicano gli ISA e rispettano le condizioni previste dalla legge.
Occorre verificare le cause di esclusione, le eventuali situazioni debitorie rilevanti e le ulteriori condizioni soggettive.
La possibilità tecnica di elaborare una proposta non costituisce, da sola, una conferma dell’ammissibilità.
La verifica dei requisiti deve precedere l’accettazione.
3. Come viene determinata la proposta
La proposta viene elaborata utilizzando i dati fiscali e gli elementi previsti dalla metodologia applicabile.
Tra gli aspetti rilevanti rientrano i risultati economici dell’attività, le informazioni dichiarative e gli indicatori di affidabilità.
Il reddito proposto non deve essere confuso con una previsione certa del risultato economico futuro.
L’impresa deve confrontarlo con un proprio budget realistico.
4. Quali imposte sono interessate
Il CPB riguarda la determinazione del reddito rilevante ai fini delle imposte dirette e, quando previsto, del valore della produzione netta IRAP.
L’IVA continua a seguire le proprie regole ordinarie.
Le ritenute, i contributi previdenziali e gli altri obblighi fiscali richiedono una verifica autonoma.
È quindi necessario distinguere il reddito concordato dal volume d’affari e dagli altri parametri che continuano a essere determinati secondo le regole applicabili.
5. Imposta sostitutiva sul maggior reddito concordato
La disciplina prevede, quando ricorrono le condizioni, la possibilità di applicare un’imposta sostitutiva a una parte del reddito concordato.
La base agevolabile e l’aliquota dipendono dai requisiti previsti dalla normativa.
Non tutto il reddito concordato è automaticamente assoggettato a un’unica aliquota ridotta.
La simulazione fiscale deve quindi distinguere le componenti tassate ordinariamente da quelle eventualmente assoggettabili a imposta sostitutiva.
6. Reddito effettivo superiore al reddito concordato
Uno dei principali elementi di interesse del CPB riguarda la possibilità che il reddito effettivamente prodotto sia superiore a quello concordato.
In assenza di cause di cessazione o decadenza, il reddito concordato costituisce il riferimento fiscale secondo le regole previste.
Questo può rendere il regime interessante per imprese e professionisti che prevedono una crescita significativa dei risultati economici.
Il beneficio deve comunque essere misurato considerando le imposte effettive e gli altri effetti del regime.
7. Reddito effettivo inferiore al reddito concordato
La situazione opposta richiede maggiore attenzione.
Se il contribuente accetta un reddito concordato superiore a quello effettivamente conseguito, potrebbe trovarsi a sostenere un carico fiscale più elevato rispetto a quello che sarebbe derivato dall’applicazione delle regole ordinarie.
La disciplina contempla specifiche ipotesi di cessazione, ma non qualsiasi riduzione del reddito consente automaticamente di uscire dal concordato.
La valutazione preventiva dei rischi economici è quindi essenziale.
8. Cause di cessazione e decadenza
Il concordato può cessare o decadere in presenza delle condizioni previste dalla normativa.
Occorre distinguere gli eventi che fanno venir meno gli effetti per determinati periodi dalle violazioni che possono determinare conseguenze più ampie.
La verifica riguarda anche la corretta presentazione delle dichiarazioni, la veridicità dei dati e le eventuali modifiche dell’attività.
Le cause devono essere esaminate alla luce della disciplina aggiornata e dei chiarimenti amministrativi.
9. Come valutare la convenienza prima dell’adesione
Una valutazione completa dovrebbe confrontare almeno tre scenari:
- Mancata adesione e tassazione ordinaria.
- Adesione con reddito effettivo superiore al concordato.
- Adesione con reddito effettivo inferiore al concordato.
Per ciascuno scenario occorre calcolare le imposte, gli acconti, l’eventuale imposta sostitutiva e il fabbisogno finanziario.
È opportuno considerare anche investimenti, nuove assunzioni, variazioni dei costi e possibili operazioni straordinarie.
La valutazione dovrebbe concludersi con un prospetto comparativo dei risultati fiscali e finanziari.
10. Tre esempi pratici e numerici
Esempio 1 – SRL con reddito effettivo superiore al concordato
Reddito concordato: € 100.000.
Reddito effettivo: € 140.000.
Differenza:
€ 140.000 − € 100.000 = € 40.000.
Assumendo, soltanto per isolare il differenziale, un’aliquota IRES ordinaria del 24%:
€ 40.000 × 24% = € 9.600.
Il risultato rappresenta un beneficio teorico sul differenziale, prima di considerare imposte sostitutive, variazioni fiscali, componenti escluse dal concordato e altre condizioni applicabili.
Esempio 2 – Professionista con reddito effettivo inferiore
Reddito concordato: € 85.000.
Reddito effettivo: € 60.000.
Differenza:
€ 85.000 − € 60.000 = € 25.000.
Il contribuente potrebbe essere tenuto a determinare le imposte sul reddito concordato, salvo le specifiche cause di cessazione o decadenza.
L’esempio mostra perché il CPB può risultare meno conveniente in presenza di una significativa contrazione dell’attività.
Esempio 3 – Imposta sostitutiva: simulazione
Reddito di riferimento ipotetico: € 65.000.
Reddito concordato: € 90.000.
Differenza:
€ 90.000 − € 65.000 = € 25.000.
Assumendo che l’intera differenza costituisca base agevolabile e che ricorrano i requisiti per un’aliquota sostitutiva del 10%:
€ 25.000 × 10% = € 2.500.
Il calcolo è illustrativo: per una liquidazione effettiva occorre determinare la base agevolabile secondo la disciplina del CPB e verificare l’aliquota spettante.
Conclusioni
Il concordato preventivo biennale 2026-2027 può rappresentare uno strumento utile per stabilizzare il carico fiscale e programmare gli impegni finanziari.
La convenienza, tuttavia, non può essere determinata confrontando semplicemente il reddito proposto con quello dell’anno precedente.
È necessario costruire una previsione economica realistica, verificare i requisiti, considerare le imposte sostitutive e valutare il rischio di conseguire risultati inferiori alla proposta.
Il concordato è una scelta di pianificazione fiscale che deve essere sostenibile per entrambi gli anni interessati.
Una decisione fondata su simulazioni attendibili consente di utilizzare lo strumento con maggiore consapevolezza e di evitare adesioni che potrebbero risultare economicamente penalizzanti.