Fabrizio Di Patti – Dottore Commercialista

ISA e CPB 2026: versamenti al 20 luglio e pagamento ad agosto con maggiorazione dello 0,80%

Per imprese, professionisti, forfettari e soggetti collegati agli ISA, il calendario dei versamenti 2026 cambia in modo rilevante. Il D.L. n. 89/2026 ha spostato dal 30 giugno al 20 luglio 2026 il termine per i versamenti risultanti dalle dichiarazioni fiscali, senza maggiorazione. Chi sceglie di pagare nei trenta giorni successivi deve applicare una maggiorazione dello 0,80%, raddoppiata rispetto allo 0,40% ordinariamente previsto in molte precedenti proroghe. Il tema si collega anche al Concordato Preventivo Biennale, perché il calcolo ISA e la proposta CPB incidono direttamente sulla pianificazione delle imposte e degli acconti.  

1. Chi beneficia della proroga

La proroga riguarda i contribuenti che esercitano attività economiche per le quali sono approvati gli ISA e che dichiarano ricavi o compensi entro il limite previsto dal relativo decreto di approvazione. Rientrano anche i soggetti con cause di esclusione dagli ISA, i contribuenti in regime forfettario, i contribuenti in regime di vantaggio e i soci o associati di società, associazioni e imprese trasparenti ai sensi degli articoli 5, 115 e 116 del TUIR, se l’entità partecipata possiede i requisiti richiesti.  

2. Le nuove scadenze: 20 luglio e finestra di agosto

La prima data da segnare è il 20 luglio 2026, entro cui i versamenti possono essere effettuati senza maggiorazione. La seconda finestra riguarda il pagamento nei trenta giorni successivi, con maggiorazione dello 0,80% a titolo di interesse corrispettivo. Il trentesimo giorno successivo al 20 luglio cade il 19 agosto 2026; diverse ricostruzioni operative evidenziano che, per effetto della sospensione estiva degli adempimenti, il termine effettivo viene gestito al 20 agosto 2026. In ottica prudenziale, è opportuno verificare le impostazioni del software e le indicazioni dell’intermediario prima di trasmettere gli F24.  

3. Quali versamenti rientrano

La proroga riguarda i versamenti risultanti dalle dichiarazioni fiscali: IRPEF, IRES, IRAP, imposte sostitutive, cedolare secca, IVIE, IVAFE, addizionali e, in generale, le somme collegate ai modelli dichiarativi. Rientrano anche i versamenti collegati al reddito d’impresa o di lavoro autonomo dei soggetti interessati. Per contributi previdenziali e diritto camerale, la prassi operativa tende ad allinearli alle scadenze delle imposte sui redditi quando il termine è collegato alla dichiarazione, ma è sempre opportuno verificare il singolo caso.  

4. Cosa cambia rispetto allo 0,40%

La vera novità è il costo del rinvio. Pagare dopo il 20 luglio non comporta la consueta maggiorazione dello 0,40%, ma dello 0,80%. Su importi contenuti l’effetto può sembrare limitato; su imposte, acconti e contributi elevati diventa una voce da considerare nella pianificazione finanziaria. La maggiorazione va calcolata sull’importo dovuto prima di impostare l’eventuale rateazione: prima si aumenta il debito dello 0,80%, poi si suddivide il totale in rate.  

5. CPB 2026: perché incide sui versamenti

Il Concordato Preventivo Biennale entra nella pianificazione perché la proposta elaborata sulla base degli ISA può influenzare il reddito concordato e, quindi, il carico fiscale prospettico. Per il 2026 il software ISA/CPB è stato reso disponibile a maggio, e questo ha contribuito alla necessità di differire le scadenze operative. Chi valuta l’adesione al CPB deve coordinare tre aspetti: risultato ISA, proposta concordataria e liquidità per saldo e acconti. Una scelta affrettata può generare versamenti non coerenti con la strategia fiscale complessiva.  

6. Chi resta fuori dalla proroga

Non tutti beneficiano del rinvio. Restano fuori, in linea generale, le persone fisiche “private” non interessate dagli ISA, le imprese o i professionisti con attività per cui non è stato approvato un ISA, i soggetti con ricavi o compensi superiori al limite previsto e gli enti non commerciali privi di attività commerciale soggetta a ISA. Per questi contribuenti resta il calendario ordinario: 30 giugno 2026 senza maggiorazione oppure 30 luglio 2026 con maggiorazione dello 0,40%.  

7. Guida operativa: come organizzare gli F24

La gestione corretta parte da una check-list semplice: verificare se il contribuente rientra nella proroga, calcolare saldo 2025 e primo acconto 2026, controllare eventuale proposta CPB, distinguere imposte, contributi e diritto camerale, decidere se pagare entro il 20 luglio o rinviare con 0,80%, valutare la rateazione e controllare i codici tributo. Per gli studi professionali è utile informare subito i clienti che il rinvio ad agosto non è neutro: è una scelta di cassa, non una proroga gratuita.

8. Quattro esempi pratici e numerici

Primo esempio: professionista ISA con imposte per 10.000 euro.
Se paga entro il 20 luglio 2026, versa 10.000 euro. Se rinvia alla finestra di agosto, applica lo 0,80%: maggiorazione 80 euro, totale 10.080 euro.

Secondo esempio: forfettario con imposta sostitutiva e contributi.
Un contribuente forfettario deve versare 4.200 euro di imposta sostitutiva e 3.300 euro di contributi, per un totale di 7.500 euro. Pagamento entro il 20 luglio: 7.500 euro. Pagamento con maggiorazione 0,80%: 7.560 euro.

Terzo esempio: Srl soggetta ISA.
Una Srl deve versare 36.000 euro tra IRES, IRAP e acconti. Entro il 20 luglio versa 36.000 euro. Se rinvia, la maggiorazione è 288 euro, per un totale di 36.288 euro.

Quarto esempio: rateazione dopo maggiorazione.
Un’impresa deve versare 24.000 euro e sceglie il pagamento differito con 0,80%. La maggiorazione è 192 euro. L’importo da rateizzare diventa 24.192 euro. Se il piano è diviso in 4 rate, la quota media di capitale è 6.048 euro per rata, oltre agli interessi di rateazione eventualmente dovuti.

Conclusioni

La proroga ISA e CPB 2026 offre più tempo, ma non sempre riduce il costo finanziario. Il pagamento entro il 20 luglio 2026 resta la soluzione senza maggiorazione; il pagamento nella finestra successiva comporta lo 0,80%, da valutare con attenzione soprattutto per importi elevati. La gestione migliore non è aspettare la scadenza, ma pianificare: verificare il perimetro soggettivo, calcolare correttamente imposte e contributi, valutare l’impatto del CPB e scegliere consapevolmente tra pagamento immediato, rinvio o rateazione.

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