Fabrizio Di Patti – Dottore Commercialista

Modello 770/2026: regole, scadenza, quadri e controlli operativi per i sostituti d’imposta

Il modello 770/2026 è la dichiarazione annuale con cui i sostituti d’imposta comunicano all’Agenzia delle Entrate ritenute operate, versamenti effettuati, crediti utilizzati, compensazioni e dati collegati a redditi di capitale, dividendi, pignoramenti e operazioni finanziarie. Per imprese, professionisti, enti e studi paghe non è un semplice invio telematico: è il momento in cui si verifica la coerenza tra Certificazioni Uniche, modelli F24, ritenute, addizionali, crediti e compensazioni dell’intero anno 2025.

1. Chi deve presentare il modello 770/2026

Devono presentare il modello 770/2026 i sostituti d’imposta che nel 2025 hanno operato ritenute su redditi di lavoro dipendente, assimilati, autonomo, provvigioni, redditi di capitale, dividendi, proventi finanziari o somme soggette a ritenuta. Rientrano quindi società, ditte individuali, professionisti, condomìni, enti non commerciali e pubbliche amministrazioni. L’obbligo non dipende dalla dimensione dell’attività, ma dall’aver assunto il ruolo di sostituto d’imposta.

2. Scadenza 2026: invio entro il 2 novembre

Il termine ordinario è il 31 ottobre 2026, ma cadendo di sabato la scadenza slitta al 2 novembre 2026. L’invio deve avvenire esclusivamente in via telematica, direttamente dal sostituto abilitato oppure tramite intermediario incaricato. È opportuno non attendere gli ultimi giorni, perché eventuali scarti telematici richiedono una nuova trasmissione corretta.

3. Cosa contiene il modello 770/2026

Il modello raccoglie i dati relativi a ritenute, versamenti, compensazioni, crediti, dividendi, redditi di capitale, operazioni finanziarie e somme liquidate a seguito di pignoramento presso terzi. La struttura comprende frontespizio e quadri specifici, tra cui ST, SV, SX e SY. Il modello 770 deve dialogare correttamente con le Certificazioni Uniche già trasmesse e con i versamenti F24 effettuati nel corso dell’anno.

4. Quadri ST e SV: il controllo dei versamenti

Il quadro ST riepiloga le ritenute operate e versate, mentre il quadro SV riguarda le addizionali regionali e comunali. Sono quadri fondamentali perché consentono di verificare se quanto trattenuto ai percipienti è stato correttamente riversato all’Erario. Gli errori più frequenti riguardano codici tributo errati, periodo di riferimento non corretto, versamenti duplicati o ritenute operate ma non versate.

5. Quadro SX: crediti e compensazioni sotto osservazione

Il quadro SX è uno dei punti più delicati del modello 770/2026. Serve a riepilogare crediti maturati, crediti utilizzati in compensazione e importi residui da riportare. Le novità del modello 2026 interessano proprio la gestione di alcuni crediti nel quadro SX, rendendo ancora più importante la quadratura con F24, CU, prospetti ST e SV. Se un credito è stato utilizzato in compensazione ma non risulta correttamente nel quadro SX, il rischio è una comunicazione di irregolarità.

6. Modalità semplificata F24/770

Dal 2025 è stata introdotta una modalità semplificata di comunicazione dei dati tramite modello F24/770, utilizzabile in specifiche condizioni dai sostituti d’imposta con un numero limitato di percipienti. Il meccanismo consente di trasmettere alcune informazioni contestualmente ai versamenti periodici, riducendo il carico dichiarativo successivo. Tuttavia, non è una procedura generalizzata: prima di utilizzarla occorre verificare attentamente requisiti, numero di percipienti e tipologia di ritenute.

7. Guida operativa: controlli da fare prima dell’invio

Prima dell’invio del modello 770/2026 conviene seguire una procedura ordinata: riconciliare CU trasmesse e contabilità paghe, verificare tutti gli F24 del 2025, controllare ritenute operate e versate, confrontare quadri ST e SV con le deleghe, verificare eventuali crediti nel quadro SX, controllare pignoramenti e operazioni particolari, acquisire l’impegno alla trasmissione dall’intermediario e conservare ricevuta telematica. La qualità del 770 dipende dalla quadratura preventiva, non dalla compilazione finale.

8. Quattro esempi pratici e numerici

Primo esempio: ritenute lavoro autonomo.
Una società ha pagato nel 2025 compensi professionali per 40.000 euro, applicando ritenute del 20% pari a 8.000 euro. Se ha versato correttamente gli 8.000 euro con F24, il quadro ST dovrà riportare ritenute e versamenti coerenti. Se risultano versati solo 7.500 euro, emergerà una differenza di 500 euro da verificare e regolarizzare.

Secondo esempio: addizionali nel quadro SV.
Un datore di lavoro ha trattenuto addizionali regionali e comunali per complessivi 3.200 euro. Se gli F24 riportano versamenti per 3.200 euro con codici tributo corretti, il quadro SV risulta allineato. Se 600 euro sono stati versati con codice errato, il dato va corretto prima dell’invio o gestito con gli strumenti disponibili.

Terzo esempio: credito da eccedenza di versamento.
Un sostituto versa per errore 12.000 euro di ritenute anziché 10.800 euro. L’eccedenza è pari a 1.200 euro. Se il credito viene utilizzato in compensazione nel 2026, il quadro SX deve evidenziare correttamente credito maturato, credito utilizzato e residuo. Un mancato allineamento può generare controlli automatici.

Quarto esempio: scarto telematico.
Un intermediario trasmette il modello il 30 ottobre 2026, ma la dichiarazione viene scartata per errore nel codice fiscale del sostituto. Poiché il termine utile è il 2 novembre 2026, occorre correggere e ritrasmettere tempestivamente. La dichiarazione si considera presentata solo quando viene accolta dal sistema telematico.

Conclusioni

Il modello 770/2026 è un adempimento di sintesi, ma anche un potente controllo interno sulla gestione fiscale del sostituto d’imposta. La scadenza del 2 novembre 2026 non deve far dimenticare che il lavoro vero va svolto prima: quadratura tra CU, F24, ritenute, addizionali, crediti e compensazioni. Per imprese e professionisti, un 770 compilato correttamente riduce il rischio di avvisi, comunicazioni di irregolarità e contestazioni successive. La regola pratica è semplice: prima si riconciliano i dati, poi si invia la dichiarazione.

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