Fabrizio Di Patti – Dottore Commercialista

Nuovo CIVIS 2026: seconda richiesta se la prima è respinta, come funziona e cosa cambia per contribuenti e intermediari

CIVIS diventa più utile per contribuenti, imprese e professionisti. Dal mese di maggio 2026 l’Agenzia delle Entrate ha potenziato il canale di assistenza online, introducendo la possibilità di presentare una seconda richiesta di assistenza quando la prima istanza su comunicazioni e avvisi telematici ha avuto esito negativo o solo parzialmente favorevole. È una novità pratica importante: il contribuente non è più costretto a fermarsi alla prima risposta, ma può chiedere un riesame, integrare chiarimenti e allegare documenti direttamente dal servizio.

1. Che cos’è CIVIS e perché è importante

CIVIS è il servizio telematico dell’Agenzia delle Entrate che consente di chiedere assistenza su comunicazioni di irregolarità, avvisi telematici e cartelle di pagamento derivanti da controllo automatizzato o da liquidazione di redditi soggetti a tassazione separata. È accessibile dall’area riservata e può essere utilizzato direttamente dal contribuente o tramite intermediari abilitati. La sua funzione è ridurre accessi agli uffici, telefonate e gestione cartacea, concentrando il dialogo con l’Amministrazione finanziaria in un canale tracciabile.

2. La novità: arriva la seconda richiesta CIVIS

La novità più rilevante è la possibilità di inviare una seconda richiesta di assistenza per comunicazioni e avvisi telematici. Questa funzione serve quando il contribuente non è soddisfatto dell’esito della prima lavorazione oppure quando intende fornire elementi aggiuntivi non indicati nella richiesta originaria. In termini pratici, CIVIS diventa anche uno strumento di riesame: non sostituisce gli strumenti formali di tutela, ma consente un nuovo confronto amministrativo prima di passare a soluzioni più onerose o complesse.

3. Quando conviene usare la seconda richiesta

La seconda richiesta è utile soprattutto quando la prima istanza è stata respinta per carenza di elementi, interpretazione incompleta dei dati dichiarativi, mancato esame di un pagamento, errato abbinamento di un credito o incongruenza tra dichiarazione, F24 e comunicazione ricevuta. Non va usata come semplice duplicazione della prima richiesta: deve contenere una motivazione più precisa, documenti migliori o una ricostruzione più chiara della posizione fiscale. Il valore operativo della novità sta proprio qui: trasformare una risposta negativa in una pratica riesaminabile con elementi più solidi.

4. Documenti allegabili: fino a 10 file da 20 MB

La guida aggiornata al servizio CIVIS precisa che, con la seconda richiesta, è possibile allegare documenti in formato elettronico direttamente in fase di compilazione. Il limite operativo indicato è di 10 documenti, ciascuno con dimensione massima di 20 MB. Per la prima richiesta, invece, l’eventuale invio documentale segue il servizio “Consegna documenti e istanze”, usando la categoria documento “CIVIS”. Questo passaggio è molto importante per professionisti e studi, perché permette di predisporre una seconda istanza più completa e immediatamente documentata.

5. Quali atti si possono gestire con CIVIS

Il perimetro operativo riguarda comunicazioni di irregolarità, avvisi telematici e relative cartelle di pagamento quando derivano da controlli automatizzati, in particolare quelli collegati agli articoli 36-bis del DPR 600/1973 e 54-bis del DPR 633/1972, oppure da liquidazione delle imposte sui redditi soggetti a tassazione separata. In presenza di una comunicazione di irregolarità, il contribuente può pagare, chiedere chiarimenti o segnalare elementi non considerati. CIVIS si inserisce proprio in questa fase di dialogo preventivo.

6. Cosa cambia per commercialisti, consulenti e imprese

Per gli intermediari la novità è molto concreta. Prima, una risposta negativa poteva costringere a riaprire il confronto attraverso canali meno lineari, con tempi e documentazione meno ordinati. Ora, invece, la seconda richiesta consente di collegare il riesame alla pratica originaria e di dare continuità alla posizione già trattata. Questo migliora la tracciabilità, aiuta a ricostruire il fascicolo digitale e riduce il rischio di duplicazioni. Per imprese e professionisti significa poter gestire in modo più efficiente gli avvisi che derivano da errori di liquidazione, versamenti non abbinati o dati dichiarativi non correttamente letti.

7. Guida operativa: come preparare una seconda istanza efficace

Una seconda richiesta CIVIS va costruita con metodo. Prima si legge con attenzione l’esito della prima lavorazione, poi si individua il punto esatto di dissenso: pagamento non riconosciuto, credito non considerato, ravvedimento già effettuato, errore dichiarativo sanato o dato presente in Anagrafe tributaria. Successivamente si prepara una descrizione sintetica ma completa e si allegano solo documenti realmente utili: F24, ricevute telematiche, dichiarazioni, quietanze, prospetti di calcolo o comunicazioni precedenti. L’obiettivo non è “riprovare”, ma mettere l’ufficio nelle condizioni di riesaminare la pratica con un quadro più chiaro.

8. Quattro esempi pratici e numerici

Primo esempio: F24 non abbinato.
Una Srl riceve una comunicazione per IVA 2024 pari a 6.000 euro, ma ha già versato con F24 lo stesso importo. La prima richiesta CIVIS viene respinta perché nella descrizione non era stato indicato correttamente il codice tributo. Con la seconda richiesta si allega l’F24 quietanzato e si precisa il codice tributo corretto. Se il versamento viene riconosciuto, il debito si azzera.

Secondo esempio: credito non considerato.
Un professionista riceve un avviso per IRPEF di 2.400 euro, ma nella dichiarazione era presente un credito compensabile di 1.800 euro. La prima istanza viene accolta solo parzialmente. Con la seconda richiesta si allega il prospetto dichiarativo e si chiede il riesame del credito residuo. Se accolto, l’importo dovuto può ridursi da 2.400 euro a 600 euro.

Terzo esempio: ravvedimento già effettuato.
Un contribuente riceve una comunicazione per omesso versamento di 3.200 euro. In realtà aveva già sanato la posizione con ravvedimento, pagando 3.200 euro di imposta, 96 euro di sanzione ridotta e 40 euro di interessi. La seconda richiesta può essere usata per allegare F24 e dettaglio del ravvedimento, chiedendo l’annullamento o la rideterminazione dell’avviso.

Quarto esempio: esito parzialmente favorevole.
Un’impresa riceve una comunicazione iniziale da 10.000 euro. Dopo la prima richiesta CIVIS, l’Agenzia riconosce solo una parte delle ragioni e riduce il debito a 4.500 euro. L’impresa ritiene però che altri 2.000 euro siano ancora da scomputare. Con la seconda richiesta allega documenti integrativi e prospetto di riconciliazione. Se il riesame viene accolto, il debito residuo può scendere a 2.500 euro.

Conclusioni

Il nuovo CIVIS segna un passaggio importante nel rapporto digitale tra contribuente e Amministrazione finanziaria. La possibilità di presentare una seconda richiesta non elimina la necessità di controllare termini, atti e strumenti di tutela, ma offre un canale più ordinato per correggere risposte negative o incomplete. Per imprese, professionisti e intermediari, la regola pratica è chiara: la seconda istanza va usata solo quando aggiunge valore, cioè quando consente di presentare chiarimenti, documenti o ricostruzioni non valutati nella prima lavorazione. In questo modo CIVIS diventa non solo un servizio di assistenza, ma uno strumento operativo di gestione preventiva del contenzioso fiscale.

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