Fabrizio Di Patti – Dottore Commercialista

Redditi SP 2026: tutte le novità per società di persone, studi associati e soggetti equiparati

Il Modello Redditi SP 2026, relativo al periodo d’imposta 2025, non è un semplice aggiornamento formale del dichiarativo delle società di persone. Le istruzioni approvate dall’Agenzia delle Entrate il 27 febbraio 2026 recepiscono una serie di modifiche normative che toccano punti molto concreti della gestione fiscale: concordato preventivo biennale, liquidazione ordinaria, spese alberghiere e somministrazione nel lavoro autonomo associato, nuovi codici nei quadri d’impresa e alcuni affinamenti nei prospetti informativi. Il provvedimento di approvazione del modello Redditi SP 2026 è il n. 72272/2026.

Per imprese, studi professionali associati e consulenti, il punto non è soltanto “compilare il modello”, ma capire dove sono cambiate le regole e quali effetti possono produrre sulla determinazione del reddito da imputare ai soci. Nel Redditi SP, infatti, il cuore del sistema resta la trasparenza fiscale: la società determina il reddito, ma l’imposizione si sposta sui soci. Proprio per questo, ogni modifica al modello ha un impatto che va letto sia a livello societario sia a livello personale dei partecipanti.


1. Chi deve presentare il Modello Redditi SP 2026 e qual è la logica del dichiarativo

Il Modello Redditi SP 2026 deve essere presentato dalle società semplici, società in nome collettivo, società in accomandita semplice, società di fatto o irregolari, associazioni tra persone fisiche per l’esercizio in forma associata di arti e professioni, aziende coniugali se esercitate in forma societaria tra i coniugi e GEIE nei casi previsti. Questo elenco, richiamato nelle istruzioni e nei commenti tecnici più aggiornati, conferma che il modello continua a essere il perno dichiarativo per tutte le realtà fiscalmente “trasparenti” diverse dalle società di capitali.

La caratteristica distintiva del modello è che il reddito prodotto dalla società o dall’associazione non viene tassato in capo al soggetto collettivo, ma viene imputato per trasparenza ai soci o associati in proporzione alle quote di partecipazione. Questo aspetto è essenziale per interpretare correttamente le novità del 2026: quando cambia il modo di determinare il reddito nel modello SP, cambiano indirettamente anche gli imponibili personali dei soci.


2. Termine di presentazione e cornice operativa della campagna dichiarativa 2026

L’Agenzia delle Entrate ha approvato la versione definitiva del modello con il provvedimento del 27 febbraio 2026, nell’ambito della campagna dichiarativa 2026 che ha interessato anche 730, Redditi PF, SC, ENC, IRAP e 770. Per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, il termine di presentazione del modello Redditi segue la regola dell’ultimo giorno del decimo mese successivo alla chiusura dell’esercizio; per il 2026, il termine cade il 2 novembre 2026, in quanto il 31 ottobre è sabato.

Questo dato non è un dettaglio di calendario. Per le società di persone e gli studi associati, il posizionamento temporale della dichiarazione incide sulla gestione di una lunga serie di attività: chiusura dei prospetti soci, verifica delle ritenute subite, controllo dei dati da trasferire ai quadri dei soci, gestione delle eventuali opzioni collegate al concordato preventivo biennale e coordinamento con i successivi modelli Redditi PF dei partecipanti. In altre parole, il Redditi SP va impostato molto prima del deposito finale.


3. La novità più rilevante: il quadro CP e il concordato preventivo biennale

La modifica più significativa del Redditi SP 2026 riguarda il quadro CP, cioè il quadro dedicato al concordato preventivo biennale (CPB). Le analisi tecniche più aggiornate segnalano l’introduzione, nella sezione I, delle caselle “Comma 1-bis” nei righi CP1 e CP2, oltre a nuovi campi nei righi CP3, CP4 e CP5 per gestire la quota di imponibile concordato attribuita per trasparenza. Inoltre, nei righi CP6, CP7 e CP8 trovano spazio i componenti che non concorrono al reddito oggetto di concordato, mentre i righi CP11 e CP12 recepiscono nuove cause di esclusione e cessazione.

Questa evoluzione del quadro CP è particolarmente importante per le società di persone che hanno aderito al CPB, perché il modello non si limita a fotografare un’opzione già esercitata, ma gestisce in modo analitico il rapporto tra reddito concordato, componenti esclusi, quote imputate ai soci e cause di perdita del regime. Nella pratica professionale, il quadro CP 2026 richiede una lettura incrociata delle istruzioni e della posizione della singola società: una compilazione standardizzata rischia di perdere elementi rilevanti, soprattutto nei casi di società con soci persone fisiche che devono poi riportare i dati nel proprio Redditi PF.


4. Liquidazione ordinaria e art. 182 TUIR: una novità da non sottovalutare

Un’altra novità di rilievo riguarda la gestione della liquidazione ordinaria ai sensi dell’art. 182 del TUIR. Le sintesi tecniche pubblicate dopo l’approvazione del modello evidenziano che il Redditi SP 2026 recepisce questa disciplina con appositi adattamenti nel frontespizio e nei quadri RF, RG, RD e RS, anche per la gestione delle perdite residue.

Sul piano pratico, questo significa che le società di persone in liquidazione devono prestare molta più attenzione di prima al raccordo tra contabilità di periodo, esito della liquidazione e gestione delle perdite fiscali riportabili o assorbibili. Non è solo un problema di esposizione formale: un errore nella gestione delle perdite in fase di liquidazione può alterare il reddito imputato ai soci oppure compromettere la corretta rappresentazione della posizione fiscale della società nelle annualità finali. Per questo, nei fascicoli di studio, la parte “liquidazione” del Redditi SP 2026 merita una verifica autonoma e non un semplice riporto delle logiche 2025.


5. Lavoro autonomo associato: spese alberghiere, somministrazione e rimborsi

Per le associazioni professionali e gli studi associati, una novità operativa importante è segnalata nel quadro RE, con riferimento alle spese alberghiere, di somministrazione di alimenti e bevande e ai rimborsi non tracciati, in particolare nel rigo RE15. Le fonti tecniche più recenti indicano che proprio questo rigo è stato aggiornato per riflettere il nuovo trattamento di tali costi.

Il tema è molto concreto. In uno studio associato, le spese di vitto, alloggio e trasferta spesso si intrecciano con anticipazioni, riaddebiti ai clienti e rimborsi interni ai professionisti associati. Il Redditi SP 2026 impone quindi un controllo più accurato della tracciabilità, della natura della spesa e della sua deducibilità effettiva. Per gli studi che operano con frequenti trasferte o attività fuori sede, la distinzione tra spesa deducibile, rimborso neutrale e costo non ammesso non è più un tema solo contabile: diventa un passaggio dichiarativo che può cambiare il reddito da imputare ai soci.


6. Reddito d’impresa: aggiornamenti nei quadri RF e RG

Le novità del modello 2026 coinvolgono anche i quadri del reddito d’impresa, in particolare RF e RG. Le analisi di settore richiamano l’introduzione di nuovi codici collegati, tra l’altro, all’iper-ammortamento e alla rateizzazione delle plusvalenze. Anche se molte di queste misure si muovono su un terreno tecnico e settoriale, il loro impatto sul Redditi SP è tutt’altro che secondario.

Per le società di persone commerciali, la compilazione dei quadri RF e RG richiede oggi un controllo puntuale della riconciliazione tra risultato civilistico/contabile e reddito fiscale. Quando entrano in gioco variazioni in aumento e diminuzione, componenti pluriennali o agevolazioni che si riflettono in più annualità, i nuovi codici non sono meri dettagli di compilazione: servono a classificare correttamente i componenti reddituali e a evitare incoerenze nei controlli automatizzati. In sostanza, il 2026 richiede una gestione più analitica del quadro d’impresa, soprattutto per chi ha effettuato investimenti o operazioni straordinarie negli ultimi esercizi.


7. I 3 errori più frequenti da evitare nel Redditi SP 2026

Il primo errore è considerare il Redditi SP 2026 come una semplice replica del 2025, limitandosi a riportare i dati contabili senza verificare le nuove caselle e i nuovi righi introdotti nei quadri più sensibili, a partire dal quadro CP. Il secondo errore è gestire la società “solo a livello societario”, dimenticando che ogni errore nella determinazione del reddito o nelle quote di trasparenza si trasferisce poi direttamente sui soci. Il terzo errore è non coordinare il modello con la documentazione extracontabile: delibere, dati occupazionali, prospetti di liquidazione, posizione nel CPB, evidenza delle perdite e supporto ai componenti esclusi o agevolati.

In altre parole, il Redditi SP 2026 va letto come un modello “a doppio livello”: ciò che accade nella dichiarazione della società produce effetti immediati anche nella fiscalità personale dei soci. Per questo motivo la revisione del modello, in uno studio ben organizzato, dovrebbe sempre chiudersi con un controllo incrociato fra SP e posizioni individuali.


8. Tre esempi pratici e numerici

Esempio 1 – Studio associato di professionisti e spese alberghiere

Uno studio associato tra due professionisti sostiene nel 2025 spese alberghiere e di ristorazione per 18.000 euro, di cui:

  • 12.000 euro documentati e tracciati, legati a trasferte per attività professionali;
  • 6.000 euro rimborsati in modo non pienamente tracciabile o con documentazione incompleta.

Se, in sede di controllo dichiarativo, solo i 12.000 euro risultano correttamente deducibili, i 6.000 euro possono diventare indeducibili e aumentare il reddito dello studio. Se il reddito associativo prima della rettifica era 160.000 euro, la ripresa fiscale lo porta a 166.000 euro. Con due soci al 50%, ciascuno si vedrà imputare 83.000 euro anziché 80.000 euro, con un incremento personale di 3.000 euro di imponibile. Questo è il classico caso in cui una voce apparentemente “minore” nel quadro RE produce effetti reali sui soci.

Esempio 2 – Società in nome collettivo in liquidazione

Una SNC entra in liquidazione ordinaria e chiude il 2025 con:

  • reddito operativo residuo: 40.000 euro;
  • perdite pregresse residue: 25.000 euro;
  • due soci con quote al 60% e 40%.

Se la gestione della liquidazione e delle perdite residue viene impostata correttamente nei quadri interessati, il reddito netto imputabile può ridursi a 15.000 euro, da ripartire ai soci per trasparenza:

  • socio A: 9.000 euro;
  • socio B: 6.000 euro.

Se invece le perdite residue non vengono rappresentate correttamente nel modello, il rischio è di imputare ai soci il reddito pieno di 40.000 euro, cioè:

  • socio A: 24.000 euro;
  • socio B: 16.000 euro.

La differenza fiscale è evidente e mostra quanto la novità sulla liquidazione ordinaria non sia affatto solo formale.

Esempio 3 – Società di persone che aderisce al concordato preventivo biennale

Una SAS aderente al CPB per il biennio 2025-2026 presenta:

  • reddito concordato 2025: 120.000 euro;
  • componenti esclusi dal reddito concordato: 15.000 euro;
  • tre soci con quote 50%, 30% e 20%.

Se i componenti esclusi vengono correttamente gestiti nel quadro CP, il reddito imputabile ai soci resta distinto e il dato concordato viene trattato in modo coerente:

  • socio A: 60.000 euro;
  • socio B: 36.000 euro;
  • socio C: 24.000 euro.

Se invece i 15.000 euro di componenti esclusi non sono correttamente evidenziati nei righi CP6-CP8, si rischia di alterare il reddito fiscale effettivo e i prospetti da trasferire ai soci. In una struttura trasparente questo non è un errore confinato al modello della società: diventa un errore moltiplicato per tutti i partecipanti.


Conclusioni

Il Redditi SP 2026 è un modello che richiede un approccio più tecnico rispetto al passato. Le novità sul quadro CP, sulla liquidazione ordinaria, sulle spese professionali nel quadro RE e sugli aggiornamenti dei quadri d’impresa dimostrano che il dichiarativo delle società di persone è diventato uno strumento ancora più “sensibile” nella gestione della fiscalità per trasparenza.

Per imprese e professionisti il messaggio è chiaro: non basta chiudere la contabilità, bisogna costruire il modello attorno alle novità normative e agli effetti che queste producono sui soci. Il Redditi SP 2026 va quindi affrontato come una dichiarazione “a catena”: ogni scelta o errore nella società si trasferisce direttamente nelle dichiarazioni personali dei partecipanti. E proprio per questo, più che un adempimento, è un vero esercizio di regia fiscale.

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