La rottamazione-quinquies entra nella fase più importante dopo la presentazione delle domande. Chi ha aderito entro il termine previsto deve ora attendere la Comunicazione delle somme dovute, che Agenzia delle Entrate-Riscossione renderà disponibile entro il 30 giugno 2026. Da quel documento dipendono l’esito dell’istanza, gli importi effettivamente da pagare, il piano rateale scelto e i moduli di pagamento. Per imprese, professionisti e contribuenti non è quindi il momento di archiviare la pratica, ma di prepararsi a leggere correttamente la comunicazione e a rispettare le scadenze successive.
1. Cos’è la rottamazione-quinquies
La rottamazione-quinquies è la definizione agevolata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, Legge n. 199/2025, per i carichi affidati all’Agente della riscossione. Consente di estinguere i debiti rientranti nel perimetro della norma pagando le somme dovute a titolo di capitale e alcune spese, con abbattimento di sanzioni, interessi di mora, interessi iscritti a ruolo e aggio, secondo le regole applicabili alla specifica tipologia di carico. L’adesione è stata effettuata esclusivamente in via telematica e ora la fase decisiva è la verifica dell’esito da parte di AdER.
2. Quali carichi possono rientrare
La definizione riguarda i carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, con esclusioni previste dalla legge. Rientrano, in linea generale, imposte, contributi, carichi previdenziali e altri debiti affidati alla riscossione, se definibili. Per le multe stradali e alcune sanzioni amministrative, il beneficio opera con regole particolari: non viene eliminata la sanzione principale, ma possono essere abbattuti interessi e maggiorazioni, secondo il regime proprio di questi carichi.
3. Esito entro il 30 giugno: cosa contiene la comunicazione
Entro il 30 giugno 2026, AdER mette a disposizione una comunicazione di accoglimento oppure di diniego. In caso di accoglimento, il documento indica l’ammontare complessivo delle somme dovute, le scadenze dei pagamenti in base alla scelta effettuata in domanda, i moduli precompilati e le informazioni per richiedere l’eventuale domiciliazione bancaria. In caso di diniego, la comunicazione riporta le motivazioni per cui la domanda non è stata accolta.
4. Dove si trova la comunicazione: attenzione all’area riservata
La comunicazione non va cercata nella posta ordinaria o nella PEC: secondo le indicazioni operative aggiornate, sarà disponibile esclusivamente nell’area riservata del portale AdER. Questo aspetto è molto importante per studi professionali, imprese e contribuenti che attendono l’esito: occorre accedere periodicamente all’area riservata e scaricare il documento, perché da lì decorrono le scadenze operative dei pagamenti.
5. Pagamento unico o rateale: le prime scadenze
Il pagamento può avvenire in un’unica soluzione oppure a rate, secondo quanto indicato nella domanda e poi confermato nella comunicazione. La prima scadenza utile è il 31 luglio 2026, prevista sia per il pagamento in unica soluzione sia per la prima rata. In caso di piano rateale, la seconda rata scade il 30 settembre 2026 e la terza il 30 novembre 2026. Dalla quarta rata in poi, le scadenze seguono il calendario indicato nella comunicazione.
6. Rate fino a 54 e interessi al 3% annuo
In caso di rateazione, il piano può arrivare fino a un massimo di 54 rate. Dalla quarta alla cinquantunesima rata, i pagamenti sono previsti il 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ciascun anno dal 2027 al 2034; le ultime tre rate cadono il 31 gennaio, 31 marzo e 31 maggio 2035. Sulle rate si applicano interessi pari al 3% annuo a decorrere dal 1° agosto 2026.
7. Guida operativa: cosa controllare appena arriva l’esito
Quando viene scaricata la comunicazione, bisogna verificare subito cinque elementi: carichi accolti e carichi esclusi, importo complessivo dovuto, numero di rate, scadenze, moduli di pagamento. Per imprese e professionisti è utile confrontare la comunicazione con il prospetto informativo e con la contabilità interna, distinguendo quota capitale, sanzioni stralciate, interessi eliminati e debiti rimasti fuori. Se ci sono carichi non accolti, occorre capire se il diniego dipende da una causa oggettiva, da un errore nella domanda o da una non definibilità del debito.
8. Quattro esempi pratici e numerici
Primo esempio: cartella fiscale accolta.
Un’impresa ha inserito nella domanda carichi per 45.000 euro, composti da 30.000 euro di imposta, 9.000 euro di sanzioni, 4.000 euro di interessi e 2.000 euro di aggio. Se la domanda viene accolta e il carico è definibile, l’importo da pagare può ridursi a 30.000 euro, oltre alle eventuali spese dovute. Il beneficio potenziale è pari a 15.000 euro.
Secondo esempio: pagamento in unica soluzione.
Un professionista riceve comunicazione di accoglimento per 12.500 euro. Se sceglie il pagamento unico, deve versare l’intero importo entro il 31 luglio 2026. Se non paga entro la scadenza, rischia di perdere gli effetti della definizione e il debito torna esigibile secondo le regole ordinarie.
Terzo esempio: piano rateale breve.
Una società riceve comunicazione per 24.000 euro e sceglie un piano in 12 rate. La quota capitale media è 2.000 euro per rata, a cui si aggiungono gli interessi del 3% annuo sulle rate successive secondo il piano AdER. Le prime scadenze sono 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre 2026.
Quarto esempio: diniego parziale.
Un contribuente ha inserito carichi per 18.000 euro. La comunicazione accoglie debiti per 13.000 euro e ne esclude 5.000 euro perché non definibili. La parte accolta segue il piano agevolato; la parte esclusa resta soggetta alle ordinarie regole di riscossione, salvo altre forme di rateazione o tutela disponibili.
Conclusioni
La rottamazione-quinquies non si chiude con la domanda: il vero passaggio operativo è la comunicazione AdER entro il 30 giugno 2026. Da quel documento dipende tutto: accoglimento, diniego, importi, scadenze e moduli di pagamento. Il controllo deve essere immediato, soprattutto perché la prima scadenza del 31 luglio 2026 arriva rapidamente. Per imprese e professionisti, la gestione corretta richiede un confronto puntuale tra comunicazione, cartelle, contabilità e liquidità disponibile. Il beneficio della rottamazione può essere rilevante, ma si conserva solo rispettando esattamente il piano indicato.