La rottamazione dei tributi locali entra in una fase decisiva. Con la conversione del decreto fiscale 2026 viene estesa anche ai carichi degli enti territoriali affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione la possibilità di accedere alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2026. Per Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni, imprese e contribuenti il punto operativo è immediato: l’ente che vuole aderire deve approvare, pubblicare e comunicare la delibera entro il 30 giugno 2026. IFEL ha messo a disposizione una nota di approfondimento e uno schema di deliberazione per supportare gli enti nella gestione di tempi molto stretti.
1. Che cosa cambia con la rottamazione dei carichi locali affidati ad AdE-R
La novità più rilevante riguarda i crediti degli enti territoriali affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione. IFEL evidenzia che l’articolo 10-quinquies, inserito nel disegno di legge di conversione del D.L. n. 38/2026 e approvato dal Senato il 14 maggio 2026, estende la procedura di accesso e gestione della rottamazione prevista dall’articolo 1, commi 82-101, della Legge n. 199/2025 anche ai carichi degli enti territoriali. Rientrano i crediti affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, con esclusione di quelli derivanti da condanne della Corte dei conti.
2. La misura è facoltativa: decide il singolo ente
La definizione agevolata non opera automaticamente per tutti i tributi locali. L’applicazione è facoltativa e richiede una delibera dell’ente creditore. Secondo la nota IFEL, se l’ente intende aderire, deve adottare una delibera consiliare di natura regolamentare, corredata dal parere dell’organo di revisione, perché la scelta incide sulle entrate dell’ente attraverso l’azzeramento di sanzioni e interessi. Se invece l’ente non vuole aderire, non è prescritto alcun atto obbligatorio, salvo la possibilità di adottare una deliberazione motivata di mancata adesione.
3. Termine del 30 giugno 2026: perché è una scadenza sostanziale
Il termine del 30 giugno 2026 è particolarmente rilevante perché, entro tale data, la delibera deve essere approvata, pubblicata sul sito istituzionale dell’ente e comunicata all’agente della riscossione. IFEL sottolinea che si tratta di una tempistica molto ristretta, anche perché l’Agenzia delle Entrate-Riscossione deve rendere disponibili sul proprio sito, entro il 15 giugno 2026, le modalità di comunicazione. ANCI ha evidenziato la criticità del termine, soprattutto per circa 980 Comuni interessati dal rinnovo dei consigli comunali, auspicando per questi enti un differimento al 31 luglio 2026.
4. Quali debiti locali possono rientrare
La rottamazione locale può riguardare crediti di natura tributaria e patrimoniale affidati ad AdE-R: accertamenti fiscali locali, tariffe non pagate, multe stradali e altri crediti degli enti territoriali. ANCI precisa che l’estensione supera una precedente disparità di trattamento, perché crediti dello stesso tipo non potevano essere definiti se affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. La misura consente il pagamento della quota iscritta a ruolo senza interessi, sanzioni e oneri di riscossione, salvi i costi di procedura; per i carichi composti da sole sanzioni, sono abbattuti anche interessi e maggiorazioni.
5. Attenzione alla differenza con la definizione agevolata ordinaria delle entrate locali
Accanto alla rottamazione dei carichi affidati ad AdE-R esiste anche la definizione agevolata ordinaria delle entrate locali introdotta dalla Legge n. 199/2025, commi 102-110. IFEL spiega che questa consente agli enti territoriali di disciplinare autonomamente forme di definizione agevolata delle proprie entrate tributarie e patrimoniali, con uno schema di regolamento adattabile alle esigenze dell’ente. La differenza è decisiva: la definizione ordinaria riguarda entrate gestite dall’ente o dai concessionari locali, mentre la nuova estensione riguarda i carichi già affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione e rinvia alla disciplina della rottamazione statale.
6. Cosa devono fare Comuni ed enti territoriali
Gli enti interessati devono prima analizzare i carichi affidati ad AdE-R, valutando vetustà, grado di svalutazione, effetti sul Fondo crediti di dubbia esigibilità e impatto sugli equilibri finanziari. Anche se la verifica sugli equilibri non è espressamente richiesta come nella definizione ordinaria locale, IFEL ritiene opportuno motivare la delibera con un’analisi dei carichi e degli effetti finanziari dell’adesione. È importante ricordare che, su questa rottamazione, l’ente non può modificare criteri e modalità fissati dalla normativa primaria: può scegliere se aderire o non aderire, ma non costruire una disciplina “personalizzata”.
7. Guida operativa per imprese, professionisti e contribuenti
Per chi ha debiti locali, il primo passaggio è verificare se il Comune o l’ente creditore ha aderito entro il 30 giugno 2026. Poi occorre distinguere tra debiti affidati ad AdE-R, debiti gestiti direttamente dall’ente e debiti presso concessionari locali. La convenienza va calcolata separando quota capitale, sanzioni, interessi, oneri di riscossione e spese di procedura. Per imprese e professionisti è utile predisporre una tabella per ente, annualità, tipo di entrata e stato della riscossione, perché la rottamazione può incidere sulla gestione della liquidità, sulle rateazioni in corso e sulla rappresentazione contabile dei debiti.
8. Quattro esempi pratici e numerici
Primo esempio: IMU affidata ad AdE-R.
Una Srl ha una cartella per IMU 2019 pari a 12.000 euro, composta da 8.500 euro di tributo, 2.500 euro di sanzioni, 700 euro di interessi e 300 euro di oneri di riscossione. Se il Comune aderisce alla rottamazione e il carico rientra nel perimetro, il pagamento può ridursi alla quota principale e ai costi di procedura: il beneficio potenziale è pari a 3.500 euro, oltre agli oneri abbattuti secondo la disciplina applicabile.
Secondo esempio: TARI arretrata di più annualità.
Un’attività commerciale ha carichi TARI affidati ad AdE-R per 6.400 euro, di cui 4.700 euro di tributo, 1.200 euro di sanzioni e 500 euro di interessi. Con l’adesione dell’ente, il debito agevolato può scendere a 4.700 euro, con un risparmio di 1.700 euro, salve eventuali spese di procedura.
Terzo esempio: multa stradale iscritta a ruolo.
Un contribuente ha un carico per sanzioni del Codice della strada pari a 1.200 euro, composto da sanzione originaria, interessi e maggiorazioni. ANCI segnala che, per carichi a ruolo composti da sole sanzioni, oltre agli interessi sono abbattute anche le maggiorazioni, come l’incremento semestrale previsto per le violazioni stradali. Se la quota originaria fosse 650 euro e accessori/maggiorazioni 550 euro, il pagamento potrebbe ridursi a 650 euro, più eventuali spese dovute.
Quarto esempio: Comune che non aderisce.
Un’impresa ha debiti locali affidati ad AdE-R per 25.000 euro, di cui 17.000 euro di quota principale e 8.000 euro tra sanzioni e interessi. Se l’ente non approva la delibera entro il 30 giugno 2026, il contribuente non potrà beneficiare della rottamazione per quei carichi locali. Il debito resterà quindi gestito secondo le regole ordinarie di riscossione o di eventuale rateazione già attiva.
Conclusioni
La rottamazione dei tributi locali 2026 è una misura importante, ma non automatica. Il contribuente deve prima verificare la scelta dell’ente; il Comune deve deliberare, pubblicare e comunicare l’adesione entro il 30 giugno 2026; l’Agenzia delle Entrate-Riscossione dovrà rendere disponibili le modalità operative per la comunicazione. La vera attenzione, per imprese e professionisti, è distinguere correttamente tra definizione agevolata ordinaria delle entrate locali e rottamazione dei carichi affidati ad AdE-R. Solo questa verifica consente di stimare il risparmio reale, evitare false aspettative e programmare correttamente i pagamenti.