Fabrizio Di Patti – Dottore Commercialista

IRPEF 2026: saldo 2025 e primo acconto 2026 entro il 30 giugno, regole, proroghe e calcoli pratici

Il versamento del saldo IRPEF 2025 e del primo acconto IRPEF 2026 è uno degli appuntamenti fiscali più importanti dell’anno per persone fisiche, professionisti, imprese individuali, soci e contribuenti che presentano il modello Redditi. La scadenza ordinaria resta il 30 giugno 2026, con possibilità di pagamento entro il 30 luglio 2026 applicando la maggiorazione dello 0,40%. Per soggetti ISA, forfettari e contribuenti collegati, invece, il D.L. n. 89/2026 ha previsto il differimento al 20 luglio 2026 senza maggiorazione e al 20 agosto 2026 con maggiorazione dello 0,80%.

1. Chi deve versare saldo e acconto IRPEF

Il saldo IRPEF riguarda l’imposta effettivamente dovuta per il periodo d’imposta 2025, al netto di ritenute, crediti e acconti già versati. Il primo acconto 2026, invece, rappresenta un anticipo sull’imposta dell’anno in corso. Il versamento interessa soprattutto chi presenta il modello Redditi PF, ma può riguardare anche chi presenta il 730 senza sostituto d’imposta o chi, dalla dichiarazione, risulta a debito. L’Agenzia delle Entrate conferma che saldo e prima rata di acconto devono essere versati, salvo proroghe, entro il 30 giugno dell’anno di presentazione della dichiarazione.

2. La scadenza ordinaria del 30 giugno 2026

Per i contribuenti ordinari non interessati da proroghe, il termine da segnare è il 30 giugno 2026. Entro questa data si versa, in unica soluzione o come prima rata, l’IRPEF risultante dalla dichiarazione annuale a titolo di saldo 2025 e primo acconto 2026, senza maggiorazione. Lo scadenzario dell’Agenzia delle Entrate conferma espressamente questo appuntamento per l’IRPEF.

3. Pagamento entro il 30 luglio con lo 0,40%

Chi non versa entro il 30 giugno può pagare entro il 30 luglio 2026, applicando la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo. Questa possibilità riguarda i contribuenti ordinari, non rientranti nella proroga ISA/forfettari. La maggiorazione si applica sull’importo da versare o da rateizzare: prima si aumenta il debito dello 0,40%, poi si costruisce l’eventuale piano rateale.

4. Soggetti ISA e forfettari: proroga al 20 luglio 2026

Per titolari di partita IVA soggetti ISA, contribuenti forfettari, contribuenti in regime di vantaggio e soggetti collegati per trasparenza, il D.L. n. 89/2026 ha differito il termine di versamento al 20 luglio 2026 senza maggiorazione. Chi paga dal 21 luglio al 20 agosto 2026 deve invece applicare la maggiorazione dello 0,80%, più elevata rispetto al tradizionale 0,40%. Questa distinzione è decisiva perché nel 2026 convivono due calendari: ordinario al 30 giugno e prorogato al 20 luglio.

5. Come si calcola l’acconto IRPEF

L’acconto IRPEF è dovuto se l’imposta dell’anno precedente, al netto di detrazioni, crediti e ritenute, supera 51,65 euro. Se l’acconto complessivo è inferiore a 257,52 euro, si versa in unica soluzione entro il 30 novembre 2026. Se è pari o superiore a 257,52 euro, si versa in due rate: 40% con saldo e primo acconto, e 60% entro il 30 novembre. Il contribuente può usare il metodo storico, basato sull’imposta dell’anno precedente, oppure il metodo previsionale, se prevede un’imposta 2026 inferiore.

6. Rateazione: come funziona e quando termina

Le somme dovute a saldo e primo acconto possono essere rateizzate in rate mensili, ma il piano deve concludersi entro il 16 dicembre 2026. Le rate successive alla prima scadono generalmente il giorno 16 di ciascun mese, con applicazione degli interessi di rateazione al 4% annuo. La rateazione può riguardare anche solo alcune somme: ad esempio, si può pagare subito il saldo e rateizzare il primo acconto, o viceversa.

7. Guida operativa per imprese, professionisti e contribuenti

La gestione corretta parte da una sequenza precisa: calcolare il saldo 2025, determinare l’acconto 2026, verificare se il contribuente rientra nella proroga ISA/forfettari, scegliere tra pagamento immediato, differito o rateale, controllare i codici tributo e verificare la liquidità disponibile. Per professionisti e imprese individuali è fondamentale coordinare IRPEF, addizionali, cedolare secca, imposte sostitutive e contributi previdenziali risultanti dal quadro RR. Un errore nel calendario può comportare sanzioni, interessi e ravvedimento.

8. Quattro esempi pratici e numerici

Primo esempio: contribuente ordinario che paga entro il 30 giugno.
Un contribuente deve versare 3.000 euro tra saldo IRPEF 2025 e primo acconto 2026. Se paga entro il 30 giugno 2026, versa esattamente 3.000 euro, senza maggiorazione.

Secondo esempio: pagamento ordinario al 30 luglio con 0,40%.
Lo stesso contribuente decide di pagare entro il 30 luglio 2026. La maggiorazione è 3.000 × 0,40% = 12 euro. Totale da versare: 3.012 euro.

Terzo esempio: forfettario che rientra nella proroga.
Un contribuente forfettario deve versare 8.500 euro tra imposta sostitutiva e contributi. Se paga entro il 20 luglio 2026, non applica maggiorazioni. Se paga entro il 20 agosto 2026, applica lo 0,80%, pari a 68 euro. Totale: 8.568 euro.

Quarto esempio: calcolo acconto in due rate.
Un contribuente ha un acconto IRPEF complessivo 2026 di 1.200 euro. Poiché supera 257,52 euro, lo versa in due rate: 480 euro come prima rata, pari al 40%, insieme al saldo; 720 euro come seconda rata, pari al 60%, entro il 30 novembre 2026. Se l’acconto fosse stato 200 euro, sarebbe stato versato in unica soluzione entro il 30 novembre.

Conclusioni

Il saldo IRPEF 2025 e il primo acconto 2026 richiedono una gestione attenta del calendario. Per i contribuenti ordinari la data chiave è il 30 giugno 2026, con possibilità di pagamento al 30 luglio maggiorando lo 0,40%. Per soggetti ISA, forfettari e collegati, il termine slitta al 20 luglio, con eventuale pagamento al 20 agosto maggiorato dello 0,80%. La scelta tra pagamento unico, differimento e rateazione non è solo fiscale, ma anche finanziaria: programmare per tempo consente di evitare errori, sanzioni e tensioni di liquidità.

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